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L'autocontrollo del diabete

  • 30/03/2010

Che cos’è.

Per autocontrollo del diabete si intende la misurazione domiciliare dei livelli glicemici eseguita dal paziente stesso. Questa opportunità ha rappresentato per il paziente un’importante rivoluzione consentendo una costante e più semplice gestione della malattia.
Prelevando dal polpastrello una goccia di sangue è possibile “leggere”, per mezzo di piccoli e maneggevoli apparecchi, il tasso di zucchero presente nel sangue.
Dopo un primo periodo di diffidenza, l’autocontrollo è diventato un rito quotidiano anche in Italia per tutti i diabetici insulino dipendenti e per molti diabetici non insulino dipendenti.

Oltre 1 milione di persone grazie all’automonitoraggio glicemico, diventano più consapevoli dei rapporti esistenti tra terapia, comportamento alimentare, attività fisica ed andamento glicemico.

  • I numeri.
  • Dell’intera popolazione diabetica italiana, 2.500.000 di persone circa, 1.800.000 sono state diagnosticate come tali e vengono regolarmente seguite dai Centri di diabetologia, mentre circa 700.000 persone non sono consapevoli della propria condizione. Nell’ambito dei pazienti diagnosticati circa 150.000, pari al 5.5%, sono affetti da diabete di tipo 1 e quasi tutti fanno autocontrollo.
    Degli altri 1.650.000 diabetici conclamati di tipo 2, alcuni devono ricorrere all’utilizzo di insulina e queste persone (circa 400.000) fanno regolarmente autocontrollo.
    Altri utilizzano o ipoglicemizzanti orali o semplicemente dieta. Anche in questi casi molti di loro fanno autocontrollo.
    I dati di mercato dimostrano che circa il 60% dei diabetici di tipo 2 e il 94% dei diabetici di tipo 1 fa autocontrollo per un totale di 1.100.000 persone.
    In Italia 700.000 pazienti diagnosticati come diabetici, per lo più in regime di sola dieta alimentare, non fanno autocontrollo.
     
  • Perché è importante.
  • Se è importante che i pazienti diabetici facciano autocontrollo, è fondamentale che lo facciano in maniera corretta e costante.
    È stato dimostrato che l’uso corretto e costante dell’autocontrollo della glicemia, costituisce il mezzo migliore per limitare l’insorgenza di complicanze vascolari a carico degli organi bersaglio e per ridurre l’incidenza annuale dei ricoveri ospedalieri. Non solo, anche i costi a carico del servizio sanitario nazionale ne traggono vantaggio: un diabetico ben controllato e che esegue correttamente la sua terapia, infatti, costa circa 1.800 euro l’anno, mentre un paziente con importanti complicanze arriva a costare anche più di 10.000 euro, oltre agli oneri sociali derivanti dalla possibilità che le complicanze dovute al diabete riducano l’abilità motoria e visiva.
     
  • Come impararlo.
  • Il successo dell’autocontrollo dipende dal corretto addestramento del diabetico, dal grado di motivazione e dalla stretta collaborazione tra medico e paziente. È’ indispensabile, infatti, accanto all’opera del medico, un’attiva e consapevole partecipazione del paziente che deve essere educato non solo ad effettuare l’autocontrollo glicemico domiciliare, ma anche ad analizzare i dati rilevati, ad interpretarli e ad apportare quei piccoli aggiustamenti terapeutici necessari per mantenere i valori glicemici in un range il più possibile normale.
     
  • A chi è consigliato l’autocontrollo
  • Tutti i pazienti diabetici dovrebbero effettuare con una certa frequenza e con regolarità l’autocontrollo glicemico, soprattutto in presenza di “diabete instabile” o quando vi sia tendenza alla chetoacidosi (produzione eccessiva di corpi chetonici). Influenza, stati di stress emotivo e altre patologie richiedono particolare attenzione e controlli più frequenti.
     
  • Quante volte va effettuato.
  •  In alcuni casi l’autocontrollo glicemico è una scelta d’obbligo. Diabetici insulino dipendenti, e donne con diabete gestazionale devono sottoporsi all’autocontrollo in media sette volte al giorno: a digiuno, dopo colazione, prima e dopo i pasti e alla sera prima di coricarsi.