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Diabete, tutti i consigli per una buona vacanza

Data di pubblicazione: 27/07/2018

Il diabete non va mai in vacanza, ma chi ne soffre invece può passare una buona estate, senza alcun tipo di limitazione, neppure sul tipo di vacanza scelta, seguendo solo semplici accorgimenti per evitare che caldo e maggiore attività fisica possano alterare il compenso metabolico. «Caldo e attività fisica possono influenzare e alterare la glicemia – spiega il dottor Cesare Berra, responsabile delle Malattie metaboliche di Humanitas -. Parlare delle vacanze con il proprio diabetologo aiuta ad adeguare la terapia, farmacologica e non, al tipo di vacanza e al tipo di attività fisica, compatibilmente con lo stato fisico del paziente diabetico. Infatti, adeguando terapia e dieta, anche il paziente diabetico può fare vacanze che includono trekking, le lunghe camminate e bike touring, cioè i lunghi viaggi in bicicletta oggi di moda anche tra i non più giovanissimi, oppure vacanze avventura ed esotiche, senza limitazioni». Sebbene ogni paziente abbia esigenze differenti e necessiti di consigli specifici, anche legati al tipo di vacanza, tuttavia si può evitare l’ipoglicemia, l’emergenza clinica più temuta, prestando attenzione a:

– preparare uno zainetto/borsa con: terapia e dispositivi per il monitoraggio della glicemia conservati in una piccola borsa termica.

– evitare di esporre lo zaino e la borsa termica a fonti di calore (mantenere all’ombra) perchè si può alterare l’attendibilità dei dispositivi per il monitoraggio glicemico. In estate o in spiaggia, conservare l’insulina già in uso nella borsa termica, mentre l’insulina di riserva deve essere conservata a temperature inferiori tra 14-16 gradi in una piccola borsa frigo.

– mettere nello zaino una o più bustine di zucchero da usare in caso di emergenza (ipoglicemia), un pacchetto di cracker o grissini, e una bottiglia di acqua fresca, per evitare la disidratazione da calore o attività fisica.  Attenzione: evitare di tenere la bustina di zucchero in tasca o nel portafogli perché con il caldo potrebbe sciogliersi e non essere più utilizzabile in caso di emergenza

– evitare di modificare la propria alimentazione, e mantenere il più possibile una dieta di tipo mediterranea ricca di verdure fresche, legumi, cereali integrali, pesce e poca carne, latticini, frutta

– evitare tour o attività fisica protratta sotto il sole: il rischio è iperglicemia e disidratazione, oppure ipoglicemia (emergenza clinica). Avvisare i propri compagni di tour o di “partita” della propria condizione di diabetici; far vedere dove si tengono acqua e zucchero per le emergenze

– bere e mantenersi idratati: specie negli anziani, la disidratazione può portare a iperglicemia, cioè elevati valori di glucosio nel sangue, che può portare a un incremento della diuresi (osmotica, per la presenza di zucchero nelle urine), con perdita di acqua libera e di elettroliti tipo sodio e potassio.

Ipoglicemia, ecco cosa fare

Ai primi sintomi di ipoglicemia, che può insorgere con sudorazione profusa, offuscamento della vista, vertigini e capogiri, tremori, tachicardia, stanchezza o fame eccessiva, è necessario intervenire con prontezza, anche chiedendo aiuto ai compagni di vacanza. «Assumere immediatamente una o due bustine di zucchero – continua il dottor Cesare Berra – permette di dare all’organismo glucosio subito disponibile per far salire la glicemia in breve tempo. In alternativa allo zucchero, sono disponibili in farmacia fialoidi di glucosio già disciolto e immediatamente disponibile in quantità note (15 g). Successivamente, è importante mangiare carboidrati complessi, tipo un pacchetto di grissini o crackers».

Iperglicemia, cosa fare

Non solo il tipo di alimentazione, ma anche caldo e disidratazione possono far aumentare la glicemia nel paziente diabetico, innescando un circolo vizioso. «In particolare gli anziani diabetici, a causa del caldo è più facile vadano incontro a disidratazione – continua l’esperto -, che può far aumentare la glicemia in modo importante, aggravando la disidratazione. Questo comporta un maggiore rischio di sviluppare infezioni al tratto genito-urinario o fenomeni ipotensivi, cioè di riduzione della pressione al di sotto dei normali valori, specie se si assumono anche farmaci per la pressione. Quindi, se in generale è importante mantenersi idratati quando fa caldo, lo è ancora di più per i soggetti affetti da diabete specie se anche ipertesi.

Pertanto, in caso di livelli elevati o moderatamente elevati e frequenti di iperglicemia, oltre a bere acqua fresca, il consiglio è di rivolgersi al proprio diabetologo per una valutazione della terapia oltre che per individuarne eventuali cause. Inoltre, in base anche alle altre patologie associate al diabete di cui il paziente è affetto, il medico valuterà l’opportunità e la quantità di acqua che la persona dovrà assumere durante il giorno».

Diabete, in vacanza con il «passaporto» per farmaci e dispositivi

Infine, chi trascorre una vacanza all’estero o deve prendere un aereo, dovrebbe ricordarsi di avere il “passaporto” per farmaci, insulina e dispositivi per la misurazione della glicemia. «Si tratta di una certificazione del diabetologo che attesta “l’uso personale” e quindi la necessità per il paziente di tenerli con sé soprattutto nei lunghi viaggi in aereo, treno o traghetto – conclude il dottor Cesare Berra – e da esibire ogni qualvolta sia necessario sottoporsi a controlli di sicurezza, come negli aeroporti».

Dott. Cesare Berra

Responsabile della Sezione Malattie Metaboliche di Humanitas

Tratto da: Humanitas Salute, 27 luglio 2018


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