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Controllare l'insulina tramite un'app č possibile grazie a un nuovo sistema di pancreas artificiale

Data di pubblicazione: 13/02/2019

Secondo uno studio preliminare pubblicato su Diabetes, Technology & Therapeutics, un sistema di pancreas artificiale chiamato interoperable Artificial Pancreas System (iAPS), che utilizza un'app per smartphone accoppiata con un sensore di glucosio e una pompa di insulina è risultato promettente in persone con diabete di tipo 1. La nuova app, che è stata testata nell'ambito dei protocolli della Food and Drug Administration su sei adulti con diabete di tipo 1, funziona con due diverse marche di pompe e due tipi di sensori per il glucosio. Attualmente, i pazienti con diabete di tipo 1 controllano i livelli di zucchero nel sangue durante tutta la giornata. Molti di loro usano pompe per insulina che forniscono una quantità fissa di ormone al corpo attraverso un catetere 24 ore su 24, ma il consumo di pasti, l'esercizio fisico e altri fattori possono far variare la glicemia, e quindi il paziente ha bisogno di regolare la quantità di insulina introdotta nell'organismo.

«Con questo sistema le persone possono gestire il loro diabete senza dover estrarre una pompa per insulina o un sensore in pubblico. Possono semplicemente guardare uno schermo e nessuno saprà che hanno il diabete. Inoltre, le pompe di oggi possono mantenere un flusso costante di insulina che può essere modulato dall'utente con un pulsante se i livelli di glucosio variano. Ma questi non sono dispositivi "intelligenti"» afferma Eyal Dassau, della Harvard John A. Paulson School a Cambridge, Stati Uniti, che ha diretto il gruppo di lavoro. Durante lo studio durato 48 ore, i pazienti hanno fatto lunghe passeggiate e hanno consumato quantità significative di carboidrati, mangiando al ristorante e includendo un gelato a cena senza immettere informazioni a riguardo nell'app. Ebbene, nonostante le difficoltà presentate al nuovo sistema, i ricercatori hanno osservato una tendenza verso un miglioramento nel tempo nell'intervallo glicemico target compreso tra 70 e 180 mg/dL e una riduzione significativa dei periodi di ipoglicemia pericolosa. Nessuno dei sei pazienti ha inoltre mostrato problemi di iperglicemia, anche con pasti ricchi di carboidrati, e l'incidenza di eventi di ipoglicemia si è ridotta.

Diabetes Technol Ther. 2019. doi: 10.1089/dia.2018.0278

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30547670

Tratto da: Diabetologia33, 13 febbraio 2019


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