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Sindrome metabolica, rischio di mortalità CV soprattutto da ipertensione e diabete, ora primi target

Due studi sottolineano rapporti, finora non noti, tra sindrome metabolica (SM) e rischio cardiovascolare (CV).  Una prima ricerca, pubblicata online sul Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM), suggerisce che le persone con SM hanno maggiori probabilità di morire per malattie CV rispetto a quelle senza, e che in tal senso i fattori significativi sono diabete e ipertensione arteriosa. Evidenti, anche se non esplicitate, le implicazioni di farmacoterapia. Un altro studio, apparso sul Journal of American Heart Association (JAHA), indica che la SM può aumentare il rischio CV più nelle donne nere che in quelle bianche.

La SM, come è risaputo, è un cluster di fattori di rischio - quali obesità addominale, ipertrigliceridemia, ridotti livelli di colesterolemia-HDL, alterato metabolismo glucidico e ipertensione - che può aumentare il pericolo di altre condizioni quali ictus e diabete. Negli Stati Uniti, la SM è molto diffusa. Secondo recenti dati epidemiologici ne è affetto più di un terzo degli adulti statunitensi, e in particolare quasi la metà dei soggetti di almeno 60 anni sono interessati dalla condizione.

Il “peso” della pressione e della glicemia evidenziato dai dati di un ampio programma di screening

Nello studio apparso su JCEM un gruppo di ricercatori hanno valutato i risultati di un programma di screening della salute - effettuato all’Ospedale Kangbuk Samsung dell’Università Sungkyunkwan di Seul (Corea del Sud) – al quale hanno partecipato 155.971 persone tra il 2002 e il 2009. I dati sono stati raccolti somministrando questionari e misurando la glicemia, il peso corporeo, l’indice di massa corporea (BMI), la pressione arteriosa e la colesterolemia di ogni partecipante. È stato anche consultato il registro dei decessi dell'Ufficio nazionale di statistica della Corea per valutare la mortalità degli arruolati.

«Dalla nostra ricerca è emerso come le persone che avevano la SM presentavano un aumento della mortalità cardiovascolare superiore di 1,6 volte rispetto a quelli che non hanno sofferto della condizione» spiega Ki-Chul Sung, del Dipartimento di Cardiologia della struttura citata. «Inoltre, le donne che mostrano la SM hanno evidenziato un maggiore rischio di morte per qualsiasi causa rispetto alle loro controparti che ne erano prive».

In totale, il 12,6% dei partecipanti ha manifestato una SM al momento del primo screening. Ed ecco il punto più rilevante della ricerca: mentre, come detto, i risultati indicavano che le persone con SM affrontano un maggiore rischio di morte per malattie CV rispetto a quelle senza tale condizione, questa differenza è scomparsa quando i soggetti con diabete o ipertensione arteriosa sono stati rimossi dall'analisi. Dal che si deduce che sono proprio il diabete e l’ipertensione le due condizioni che maggiormente, tra tutte quelle possibili della SM, risultano più pericolose sotto il profilo della mortalità CV. Soprattutto «i giovani che hanno la SM devono essere consapevoli di questo rischio, in particolare quelli che hanno il diabete e ed elevati valori pressori» afferma Sung.

Il rischio CV in postmenopausa può essere sottostimato nelle etnie nere e sovrastimato in quelle bianche

«Il rischio di malattia CV appare elevato nelle donne nere per la presenza di solo due o tre anomalie metaboliche a un livello che richiederebbe quattro o più anomalie metaboliche tra le donne bianche» sostiene Michelle Schmiegelow, fellow di ricerca dell'American Heart Association all’Ospedale di Gentofte dell’Università di Copenhagen (Danimarca) e primo autore dello studio ospitato su JAHA.

Precedenti studi avevano indicato che l'obesità senza SM (definita in questo lavoro come presenza di almeno tre dei fattori di rischio) non è associata con un aumento del rischio di malattie CV. Tuttavia, questi studi erano stati condotti prevalentemente su partecipanti bianchi. I ricercatori danesi hanno invece analizzato un gruppo multietnico di donne in postmenopausa, di età compresa tra 50 e 79 anni, reclutate nell’ambito della Women’s Health Initiative, valutando il rischio di malattie CV in base al peso e allo stato di salute metabolica.

Delle 14.364 partecipanti, circa il 47% erano bianche, il 36% nere e il 18% ispaniche. Le partecipanti sono state classificate come "sovrappeso" se sopra il loro peso corporeo ideale per dimensione di circa il 10% e "obese", se sopra il loro peso ideale di circa 13 kg (30 libbre). Le partecipanti sono state seguite per 13 anni. Durante questo periodo, 1.101 donne per la prima volta hanno sviluppato una malattia coronarica o hanno avuto un ictus ischemico.

I ricercatori hanno scoperto che, tra le donne nere con 2-3 fattori di rischio metabolici, il rischio relativo di malattia CV era aumentato del 117% in quelle che erano obese e del 77% in quelle sovrappeso. Messe a confronto, le donne bianche con 2-3 fattori di rischio metabolici che erano obese o in sovrappeso avevano avuto un numero di eventi CV di frequenza simile a quella delle donne bianche con peso normale e senza alcun disturbo metabolico.

In assenza di SM, inoltre, le donne di colore che erano obese o in sovrappeso hanno mostrato un rischio più elevato di malattie CV rispetto alle normopeso della stessa etnia. Al contrario, le donne bianche senza SM hanno avuto un rischio di malattie CV simile, indipendentemente dalla loro classificazione in base al peso. Questi risultati – suggerisce Schmiegelow - implicano che la SM potrebbe sottostimare il rischio di malattie CV nelle donne nere e sovrastimarlo in quelle bianche, almeno nelle donne in postmenopausa.

Sung KC, Rhee EJ, Ryu S, et al. Increased Cardiovascular Mortality in Subjects With Metabolic Syndrome Is Largely Attributable to Diabetes and Hypertension in 159 971 Korean Adults. J Clin Endocrin Metab, 2015 May 20. [Epub ahead of print]

Tratto da: Pharmastar, 08 giugno 2015