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Rischio cardiovascolare nel diabete di tipo 2: coagulopatie e molecole infiammatorie le probabili cause principali

Secondo uno studio pubblicato su Cardiovascular Diabetology, vi sono prove concrete che indicano che gli stati patologici delle piastrine insieme alla fibrina amiloide presenti nei pazienti con diabete di tipo 2 potrebbero essere alla base dell'aumento del rischio di eventi cardiovascolari che caratterizza molti di questi individui. «Esiste una forte correlazione tra diabete mellito di tipo 2 e malattia cardiovascolare, tanto che le patologie cardiovascolari e la presenza di aterosclerosi sono la causa prevalente di morbilità e mortalità nelle popolazioni diabetiche» spiega Lesha Pretorius, della Stellenbosch University, che ha diretto il gruppo di studio. Le piastrine sono coinvolte nella formazione di trombi e particolarmente vulnerabili alle citochine infiammatorie, e il diabete di tipo 2 è accompagnato da varie coagulopatie, inclusa la formazione di coaguli anomali o la fibrina amiloide, oltre a favorire la presenza di molecole infiammatorie deregolate.

Per approfondire la questione, i ricercatori hanno valutato la coagulabilità del sangue intero, l'ultrastruttura piastrinica e l'espressione del recettore, nonché i livelli di IL-1â, IL-6, IL-8 e sP-selectina in soggetti sani e diabetici. Ebbene, i risultati dell'analisi hanno mostrato che nei pazienti con diabete di tipo 2 sono presenti sovraregolazione significativa dei marcatori infiammatori circolanti, ipercoagulazione e attivazione piastrinica, con aumento dell'espressione del recettore GPIIb/IIIa. Questi risultati, secondo gli autori, confermano che i medici dovrebbero includere nel percorso di diagnosi e trattamento del diabete di tipo 2 anche analisi sulle citochine, tromboelastografia e test di funzionalità piastrinica. «Queste nuove osservazioni potrebbero avere un buon potenziale diagnostico, in particolare se usate in un approccio orientato al singolo paziente, e potrebbero anche in futuro avere un posto nella medicina di precisione, per predire funzionamento e risultati dei farmaci, oltre che l'attività piastrinica e l'ipercoagulazione nel diabete di tipo 2» concludono i ricercatori.

Cardiovasc Diabetol. 2018. doi: 10.1186/s12933-018-0783-z

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30388964

Tratto da: Diabetologia33, 21 novembre 2018