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Ipercolesterolemia, primo passo per gestione č la prevenzione primaria. Disponibile self-test monouso

«Livelli alti di colesterolo, in genere, non causano alcun sintomo e spesso la persona non sa di avere i parametri fuori dagli standard ottimali ed essere più esposta al rischio cardiovascolare. In questo scenario, poter disporre di strumenti di misurazione di facile utilizzo può fare la differenza, consentendo di monitorare in modo costante i propri valori e favorendo, laddove necessario, l'adozione di interventi correttivi, che possono includere, accanto a stili di vita e dieta, anche l'impiego di un integratore alimentare, su consiglio e sotto il controllo del proprio medico». A sottolinearlo Matteo Pirro, Direttore S.C. Medicina Interna dell'Università degli Studi di Perugia, nel corso della conferenza stampa di presentazione di un self-test monouso, prodotto da Mylan, per la determinazione del colesterolo totale nel sangue, con l'obiettivo di indirizzare precocemente la persona verso il medico.

Del resto, i dati di una recente indagine di Iqvia confermano che l'ipercolesterolemia si attesta nella top 3 - dopo ipertensione e artrite/reumatismi - delle patologie più note tra gli italiani over 65 e il 40% riferisce di averne esperienza in famiglia. Secondo le più recenti linee guida internazionali ESC/EAS 2016, il primo passo per la gestione delle dislipidemie - tra i principali fattori di rischio cardiovascolare - è rappresentato dalla prevenzione primaria attraverso un approccio non farmacologico che, agendo sui fattori modificabili, può consentire di prevenire fino all'80% delle malattie cardiovascolari. «Le cause delle patologie cardiovascolari sono numerose, per lo più modificabili e legate a stili di vita come il fumo, la mancanza di attività fisica e le abitudini alimentari scorrette, ma anche la pressione sanguigna, il diabete di tipo 2 e la dislipidemia. Oggi le strategie di prevenzione primaria hanno un ruolo chiave nella gestione del rischio cardiovascolare» spiega Alberico Catapano, professore ordinario di farmacologia presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari dell'Università di Milano. «Per questo motivo agire d'anticipo è fondamentale».

Un approccio che intercetta le tendenze in atto, rilevate da Iqvia, che vedono il cittadino - in particolare nel segmento over 65 - sempre più attento alla salute (70%) e propenso alla prevenzione attraverso screening e controlli (65%). A fronte di questa predisposizione, meno di 1 over 65 su 4 dichiara però di essere in grado di risolvere i propri problemi di salute e ben l'80% è interessato ad aumentare questa capacità. Gli integratori rappresentano già una soluzione a cui circa 3 milioni di italiani ricorrono come aiuto per il controllo del colesterolo, con una prevalenza nella scelta d'acquisto guidata dalle donne (2 su 3) e un'età media superiore ai 60 anni. Se un terzo dei consumatori che arriva in farmacia ha già consultato il medico e ha le idee chiare, per i restanti due terzi il ruolo del farmacista e della farmacia si confermano cruciali. La farmacia è quindi un luogo di empowerment e servizio, sia per la popolazione senior (sono quasi 6 su 10 gli over 65 che chiedono informazioni sulle terapie al proprio farmacista), sia per i segmenti più giovani (40-50 anni), che spesso non hanno ancora consultato un medico e possono quindi iniziare in farmacia un percorso di conoscenza e prevenzione.

Tratto da: Doctor33, 22 novembre 2018