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L’obesità non è tutta uguale: ne esistono di 4 tipi differenti

C’è chi mangerebbe sempre e chi no. Chi ha la glicemia alta e chi il metabolismo lento

C’è chi lo è stato sin da bambino, chi lo è diventato da adulto. Chi ha la glicemia alta, chi soffre di disturbi alimentari e chi ha un metabolismo lento ma un buon autocontrollo di fronte a tavole imbandite.  L’indice di massa corporea, superando il valore soglia di 30, li associa tutti sotto un’unica definizione: “obesi”. Ma i ricercatori della Brown University invitano a fare i dovuti distinguo: si fa presto a dire “obesità”, in realtà esistono 4 differenti categorie di obesi con diverse caratteristiche psicologiche e fisiologiche.

È quanto emerge dall’analisi di 2.400 pazienti obesi che sono stati sottoposti a interventi di chirurgia bariatrica per perdere peso tra il 2006 e il 2009. I ricercatori hanno preso in considerazione per la nuova classificazione alcuni fattori distintivi dei pazienti come le abitudini alimentari, i cambiamenti di peso nel corso della vita, i livelli ormonali ecc.

Ricorrendo a un efficace modello di calcolo, chiamato analisi delle classi latenti, sono stati individuati alla fine 4 gruppi di obesi.

Al primo gruppo appartenevano gli individui con livelli bassi del colesterolo Hdl (colesterolo “buono”) ed elevati livelli di glicemia nel sangue. Il 98 per cento di questi pazienti era diabetico (negli altri gruppi la percentuale di diabetici era più bassa, pari al 30 per cento circa).

Il secondo gruppo era formato da persone affette da disturbi alimentari. Il 37 per cento delle quali soffriva di binge eating, il 61 per cento ammetteva di perdere del tutto il controllo di fronte al cibo mangiando qualunque cosa in qualunque momento della giornata e il 92 per cento ingeriva cibo anche quando non aveva fame.

Questi pazienti, peso a parte, avevano ben poco in comune con quelli del terzo gruppo, caratterizzati da un metabolismo lento ma lontani dagli eccessi alimentari degli altri gruppi. Solamente il 7 per cento degli appartenenti al terzo gruppo infatti dichiarava di mangiare anche quando non aveva fame, in confronto al 37 per cento del primo gruppo, al 92 per cento del secondo e al 29 per cento del quarto gruppo.

Le persone obese sin dall’infanzia facevano parte del quarto e ultimo gruppo. Il loro indice di massa corporea a ridosso dell’operazione era il più alto di tutti gli altri pazienti, arrivando a una media di 58 kg al metro quadro in confronto a un valore medio di 45 riscontrato negli altri casi.

I ricercatori hanno notato differenze tra i gruppi anche negli esiti dell’operazione. In generale l’intervento chirurgico ha permesso agli uomini di perdere in media il 25 chili per cento del peso pre-operazione e alle donne il 30 per cento.

Tratto da: Healthdesk, 27 novembre 2018