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Obesità nei bambini: la predisposizione genetica non impedisce di dimagrire

Il Dna conta, ma fino a un certo. Tutti possono scendere di peso cambiando lo stile di vita

Se la genetica rema contro, non bisogna arrendersi: i bambini geneticamente predisposti al sovrappeso possono dimagrire con la dieta e l’esercizio fisico.

Lo dicono, dati alla mano, i ricercatori dell’Università di Copenaghen che hanno valutato l’impatto di 15 varianti genetiche associate all’obesità infantile sulla possibilità perdere peso.

Il risultato è incoraggiante: a parte una rara mutazione nel gene Mc4R, in generale il Dna non impedisce ai giovani di far scendere lago della bilancia.

«Abbiamo dimostrato - scrivono i ricercatori - che un'elevata predisposizione genetica al sovrappeso durante l'infanzia, infatti, non ha avuto alcuna influenza sulla risposta dei bambini all'intervento sullo stile di vita in confronto ai bambini con bassa predisposizione genetica al sovrappeso. Le 15 varianti genetiche che abbiamo studiato sono comuni nella popolazione e sono quelle che in generale aumentano il rischio di diventare sovrappeso di un bambino».

I ricercatori hanno reclutato 754 bambini e adolescenti dall’età media di 11,6 anni calcolando per ognuno di loro il rischio genetico di obesità e sovrappeso in base alla presenza delle 15 varianti incriminate. Tutti i partecipanti possedevano una o più varianti associate ai chili di troppo. Il loro destino è segnato? La bilancia sarà sempre nemica?

Per scoprirlo, gli scienziati hanno invitato i ragazzi a seguire un programma basato su cambiamenti dello stile di vita messo a punto all’ospedale di Holbæk in Danimarca. Il protocollo richiedeva ai bambini e ragazzi di cambiare la dieta, i mezzi di trasporto, l’attività fisica, la durata del sonno, il consumo di snack e dolci e le relazioni sociali. La sperimentazione è durata 24 mesi.

Ebbene, gli sforzi dei giovani si sono rivelati più potenti dei loro geni: i cambiamenti nello stile di vita hanno avuto effetto sul peso indipendentemente dalla predisposizione genetica.

«Gran parte della popolazione è convinta che quando possiede geni problematici, tutto è finito. Questo è il motivo per cui è molto importante inviare un chiaro messaggio: anche se hai una predisposizione genetica, questo trattamento ti può aiutare», afferma Jens-Christian Holm, medico e direttore della Clinica per l'obesità dei bambini di Holbæk Hospital.

Lo studio pubblicato su Obesity è quindi un chiaro invito a non gettare la spugna, perché la genetica conta ma fino a un certo punto.

«Abbiamo scoperto - ha detto Holm - che non importa se i bambini e gli adolescenti hanno un livello di rischio genetico elevato o meno. Tutti possono rispondere al trattamento altrettanto bene. Ciò significa che il nostro protocollo è efficace, nonostante la presenza di geni associati all’obesità. È un messaggio positivo per tutte le persone con obesità e complicanze legate all’obesità, come ipertensione, colesterolo e fegato grasso. Esiste un modo per aiutarli». È una buona notizia per i 124 milioni di bambini e adolescenti obesi di tutto il mondo.

Tratto da: Healthdesk, 21 dicembre 2018