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Il vaccino contro il rotavirus potrebbe proteggere anche dal diabete di tipo 1

Una diminuzione del numero di bambini australiani con diagnosi di diabete di tipo 1, verificatasi per la prima volta dagli anni ottanta, potrebbe essere associato all'introduzione della vaccinazione routinaria contro il rotavirus nei neonati, secondo un nuovo studio pubblicato su JAMA Pediatrics. I ricercatori hanno studiato il numero di bambini australiani con diagnosi di diabete di tipo 1 dal 2000 al 2015 scoprendo che l'incidenza nei bambini di età compresa tra 0 e 4 anni è diminuita dal 2007, l'anno in cui è stato introdotto il vaccino contro il rotavirus nell'immunizzazione di routine.

«La significativa riduzione di diabete di tipo 1 che abbiamo rilevato nei bambini piccoli dopo il 2007 non è stata osservata nei bambini di età compresa tra 5 e 14 anni, il che suggerisce che i bambini potrebbero essere stati esposti a un fattore protettivo che non ha avuto impatto su quelli più grandi» spiega Kirsten Perrett, della University of Melbourne in Australia, prima autrice del lavoro. Pur non collegando in modo definitivo il vaccino contro il rotavirus con la protezione contro il diabete di tipo 1, la scoperta richiama precedenti ricerche che suggerivano un ruolo dell'infezione naturale da rotavirus nel rischio per il diabete di tipo 1. «Vent'anni fa il nostro gruppo di lavoro ha rivelato un'associazione tra la comparsa di marcatori immunitari del diabete di tipo 1 nei bambini e l'infezione da rotavirus. Studi successivi in modelli di laboratorio hanno suggerito che l'infezione da rotavirus delle cellule pancreatiche può scatenare un attacco immunitario contro le cellule produttrici di insulina, un evento simile a ciò che accade nel diabete di tipo 1» spiega Len Harrison, sempre della University of Melbourne, autore senior dello studio. Anche se la natura osservazionale del lavoro non permette di trarre conclusioni certe, i ricercatori affermano che, in base a quanto suggerito dallo studio, la possibilità che la vaccinazione riesca a ridurre anche il rischio di diabete di tipo 1 è elevata, e che continueranno in questa direzione per esaminare più da vicino la correlazione, confrontando i registri sanitari dei bambini piccoli con o senza diabete di tipo 1. «In questa fase non sappiamo ancora se la riduzione del diabete di tipo 1 sia un effetto permanente o transitorio, e potrebbe essere rilevante solo per i bambini australiani» concludono gli autori.

JAMA Pediatrics 2019. Doi: 10.1001/jamapediatrics.2018.4578

https://jamanetwork.com/journals/jamapediatrics/article-abstract/2721243

Tratto da: Doctornews, 29 febbraio 2019