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Piani terapeutici, Fimmg a Ministro: risparmi con Mmg. Si parta da diabete

Una scelta vincente se vista da tutti i risvolti, con milioni di risparmi per la sanità pubblica e anche nelle famiglie in termini di ore non lavorate. Tanto accadrebbe se a prescrivere medicine con piano terapeutico, a partire dai diabetici, fosse il medico di famiglia. Il concetto è stato ribadito da Silvestro Scotti segretario Fimmg, nel colloquio con il ministro della Salute Giulia Grillo. Da anni i medici di famiglia chiedono di prescrivere i farmaci per le principali cronicità e a marzo Fimmg ha incontrato il direttore dell'Agenzia del farmaco Luca Li Bassi: l'Aifa resta incline ad intraprendere la sperimentazione volta a far prescrivere ai Mmg per un arco di 18 mesi antidiabetici orali di classe DPP4. Il progetto pilota affonda le radici in un accordo del lontano 2014 relativo a tutte le cronicità in cui la medicina generale si era impegnata a procurare 2 mila medici-prescrittori di piani, poi in effetti selezionati da sindacati e società scientifiche, ma invano. A Grillo, Fimmg ha sottoposto i risultati della ricerca del Centro studi su 1130 medici di famiglia e 1,6 milioni di assistiti destinati alla terapia del Diabete 2, della broncopneumopatia ostruttiva e ai nuovi anticoagulanti orali. Per lo studio, il percorso con piano terapeutico specialistico - annuale o semestrale - determina oltre 1,5 milioni di visite con un costo per il Servizio sanitario pari ad almeno 17 milioni di euro. E con risultati migliorabili, visto che l'ex Dg Aifa Mario Melazzini al congresso Fimmg Lombardia ha ricordato come al momento nel diabete oggi un paziente su due non aderisca alle cure, e nella bpco si scenda al 13% di aderenza. «Sulle patologie oggetto della survey al momento c'è il divieto Aifa di far prescrivere ai medici di famiglia medicinali di prima scelta. Che invece sono importanti nel ridurre, per esempio, le complicanze del diabete e gli effetti collaterali di principi attivi più "vecchi" che oggi prescriviamo», riassume il vicesegretario Fimmg Fiorenzo Corti. Il timore della parte pubblica è di un boom di ricette, ma una prescrizione ragionata «eviterebbe cronicizzazioni e peggioramenti nei pazienti. Proviamo a fare un ragionamento di Health Technology Assessment. Il costo del farmaco prescritto dal medico di famiglia va messo a confronto con il costo affrontato dal servizio sanitario oggi con il piano terapeutico specialistico, e con i disagi per il cittadino. Il paziente anziano deve chiedere al figlio di assentarsi dal lavoro per accompagnarlo alla visita, "intasa" il centralino dell'ospedale per la richiesta, si sobbarca una lista d'attesa che, pur non volendo, contribuisce a gonfiare. E lo specialista, anziché valutare su quesito clinico del medico di famiglia, partecipa a una procedura in buona parte burocratica».

In particolare, nel diabete «oggi si rende meno accessibile una cura in grado di contrastare i fattori di rischio cardiovascolare, che tra l'altro va instaurata tempestivamente per contenere l'insorgere di complicanze. Per di più, parliamo di farmaci che stanno per perdere il brevetto e sono prescritti da medici di "primo livello" in tutta l'Unione Europea». Corti sottolinea che i risparmi nella ricerca Fimmg «sono solo sanitari e non considerano i costi sociali. La prescrizione diretta del Mmg può evitare anche attese e costi, di tempo ed economici, agli assistiti. Tra l'altro per questo tipo di gestione non abbiamo bisogno di una dotazione aggiuntiva come invece accade per gestire il più ampio e complesso quadro delle cronicità: un piano terapeutico si risolve in una ricetta da spendere in farmacia». Fimmg punta pure a re-istituire il gruppo di lavoro su diabete, Bpco e Tao, e a un tavolo Aifa, specialisti, pazienti, Ministero e Regioni. L'incontro Grillo-Scotti avrebbe poi contribuito a chiarire le dichiarazioni dei giorni scorsi di entrambe le parti. Il Ministro lamentava resistenze dei sindacati a proposte avanzate per ovviare agli esodi anche aggregando al tirocinio di medicina generale medici senza titoli; il leader Fimmg aveva ribadito la contrarietà a "percorsi di sanatoria formalizzati". Dopo la convocazione, Scotti dà atto a Grillo di sensibilità. Serve ora una «determinazione dei fabbisogni coerente con l'Accordo nazionale e con una riorganizzazione dell'offerta multi-professionale in capo alla medicina di famiglia più vicina ai nostri assistiti, sempre più anziani».

Tratto da: Doctornews, Mauro Miserendino, 18 aprile 2019