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Polineuropatia diabetica e bassi livelli di colesterolo

C’è un legame tra polineuropatia e diabete di tipo 2 ed è rappresentato da un basso livello sierico di colesterolo totale. Un gruppo di studio tedesco è giunto a questa conclusione sottoponendo oltre 100 diabetici di tipo 2 a neurografia a risonanza magnetica della gamba destra.

I bassi livelli sierici di colesterolo nelle persone con diabete di tipo 2 sono associati a polineuropatia diabetica. L’evidenza arriva da uno studio cross-section condotto in Germania.

“Il punto chiave del nostro studio è che bassi livelli di colesterolo totale sierico e colesterolo lipoproteico a bassa densità sono associati a una maggiore quantità di danni ai nervi rilevati dalla risonanza magnetica ad alta risoluzione del nervo sciatico in pazienti con diabete di tipo 2 – spiega Felix Kurz dell’ospedale universitario di Heidelberg, autore principale dello studio – I risultati erano indipendenti dall’età dei pazienti, dalla durata della malattia, dalla glicemia o dalla funzione renale”.

“Questa evidenza ci ha sorpreso, dal momento che ci aspettavamo livelli più bassi di colesterolo sierico e, in particolare, il colesterolo Ldl è benefico per i pazienti con diabete di tipo 2”, continua Kurz. “Invece, i nostri risultati ora indicano che abbassare il colesterolo nel siero di persone con diabete di tipo 2 può compromettere la rigenerazione dei nervi e, quindi, è potenzialmente dannoso nella neuropatia diabetica”.

Lo studio

Kurz e colleghi hanno condotto uno studio traversale su 100 pazienti con diabete di tipo 2 (età media 65, 68% uomini) sottoposti a neurografia a risonanza magnetica della gamba destra e valutazioni cliniche, sierologiche ed elettrofisiologiche.

Utilizzando strumenti di imaging avanzati, il team ha quantificato il diametro di vari nervi e il carico di lesione lipidica equivalente (Lel).

Come riportato da Jama Network Open, il carico Lel si correlava positivamente con l’area della sezione trasversale media di un nervo, cioè gonfiore (coefficiente di correlazione = 0,44) e la lunghezza massima di una lesione (r = 0,71).

Ad esempio, nei pazienti con neuropatia, il carico medio di Lel nel tessuto nervoso vitale era del 19,67%; la lunghezza massima di una lesione era di 63,47 mm e l’area della sezione trasversale media del nervo tibiale era di 142,20 mm.

Al contrario, in quelli senza neuropatia, il carico medio di Lel nel tessuto nervoso vitale era del 10,03%; la lunghezza massima di una lesione era 50,07 mm e l’area della sezione trasversale media del nervo tibiale era 122,20 mm.

Inoltre, il carico Lel era negativamente associato al livello di colesterolo totale (r = -0,41), al colesterolo lipoproteico ad alta densità (r = – 0,30), al colesterolo a bassa densità di lipoproteine (r = – 0,33), alle velocità di conduzione nervosa della tibia (r = – 0,33) e nervi peroneali (r = – 0,51), nonché ampiezze di conduzione nervosa dei nervi tibiale (r = – 0,31) e peroneale (r = – 0,28).

“I risultati suggeriscono che l’abbassamento dei livelli sierici di colesterolo nei pazienti con diabete di tipo 2 e polineuropatia diabetica è associato a una maggiore quantità di lesioni nervose e declinanti velocità e ampiezze della conduzione nervosa”, concludono gli autori.

Fonte: JAMA Netw Open 2019

Tratto da: Quotidiano Sanità, Marilynn Larkin, 08 giugno 2019