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Cibi grassi e zuccheri come droghe. L’obesità può dipendere dal cervello

 

Una dieta grassa genera una sensazione di piacere in chi ha subito stress nei primi tempi di vita. Così indica alcuni cibi fanno scattare le stesse risposte di alcune droghe ricreative come la marijuana
Per alcuni è un’epidemia che inizia da bambini, per molti è un problema che si affronta tutti i giorni. L’obesità in Italia dilaga e colpisce il 10,6% degli uomini e il 9,2% delle donne. E sono molte le analisi scientifiche che provano a individuarne le cause. L’ultimo studio in materia arriva dall’Australia e individua il legame tra il cibi grassi o dolci e cervello. La ricerca della farmacologa e neuroscienziata Margaret Morris dell'università del Nuovo Galles del sud, presentata oggi in una relazione accademica, indica che tali cibi fanno scattare le stesse risposte di alcune droghe ricreative come la marijuana.
"E' accertato – spiega la studiosa – che avere a disposizione cibo desiderabile ci fa sentire meglio, e questo probabilmente è parte del problema alla radice del fenomeno dell'obesità. L'ipotesi è che qualcosa avvenga nei circuiti cerebrali che regolano l'alimentazione quando la persona subisce stress in tenera età, mentre se alla persona viene dato qualcosa di buono da mangiare, l'effetto è gratificante. E in seguito si sceglie il comportamento che dà la sensazione di benessere maggiore.
Una dieta grassa genera una sensazione di piacere in chi ha subito stress nei primi tempi di vita. Il concetto di 'cibo di conforto' non è un fenomeno sociale ma è basato nella biologia, e questo spiega perché alcune persone sotto stress mangiano in eccesso, ha detto. "Mentre sappiamo che vi sono forti componenti genetici e ambientali nell'obesità, va riconosciuto che vi è anche una forte connessione fra gli ormoni prodotti nel grasso corporeo e ciò che avviene ai circuiti dell'appetito nel cervello, alla sensazione di fame e al desiderio di cibo", ha concluso.
Tratto da: La Repubblica Salute, 25 marzo 2010