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La vita in città favorisce depressione e diabete

 

Metropoli fa rima con depressione, diabete e persino problemi di vista. Cresce a dismisura il numero di studi scientifici che 'incoronano' la città come posto peggiore dove vivere, almeno dal punto di vista della salute. L'ultimo in ordine di tempo è quello pubblicato da ricercatori dell'università di Granada, che fotografa le conseguenze del traffico e dello smog sulle future mamme e sullo sviluppo dei bambini che portano in grembo.

Nel 1900 - ricorda il 'Daily Mail' online - solo il 14% della popolazione mondiale risiedeva in centri urbani. Nel 2010 la percentuale è giunta al 50% e secondo l'Onu crescerà al 70% entro il 2050. Ecco perché affrontare il problema delle condizioni di salute di chi abita fra palazzi e asfalto diventa urgente più che mai. E i dati non sono tranquillizzanti: secondo un altro studio, firmato questa volta dall'Ohio State University, gli inquinanti urbani alzano il rischio di diabete nei giovani.

 

 

Non solo. Si riflettono sempre sui bambini le conseguenze della scarsa esposizione al sole che caratterizza la vita in città: i danni possono verificarsi anche a livello oculare, con un più alto pericolo di problemi di vista. L'attività corretta della retina, infatti, è legata alla quantità di ore trascorse all'aperto. E ancora: nelle metropoli, confermano gli esperti dell'Institute of Psychiatry di Londra, l'incidenza della schizofrenia è doppia rispetto alle campagne e il rischio di depressione è più alta del 39%. Spazio, infine, anche a una ricerca dell'Illinois University che conferma come i bambini che vivono in città siano maggiormente affetti da sindrome da iperattività e deficit d'attenzione.