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Attività fisica, contro la sindrome metabolica deve essere breve ma intensa

L'esercizio ad alta intensità permette di ridurre contemporaneamente più fattori di rischio cardiovascolare. Quando si è in buono stato di salute per proteggere il cuore è sufficiente garantirsi mezz'ora di esercizio moderato al giorno. Se, però, si ha già a che fare con i sintomi della sindrome metabolica potrebbe essere meglio affidarsi ad un'attività fisica breve ma intensa. A suggerire questa nuova strategia sono i risultati preliminari di uno studio dell'Università del Queensland (Australia), secondo cui l'esercizio ad alta intensità, seppur breve, aiuta a perdere peso, a ridurre il livelli ematici di colesterolo e zuccheri e ad abbassare la pressione sanguigna.
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La sindrome metabolica è una condizione caratterizzata dalla presenza contemporanea di più fattori di rischio cardiovascolare. Chi ne soffre è sovrappeso o obeso e ha a che fare con almeno un problema fra pressione alta, livelli di colesterolo elevati o iperglicemia. Gli autori dello studio hanno chiesto a individui affetti da questo disturbo di partecipare ad un programma di allenamento di 16 settimane. A tutti è stato chiesto di allenarsi 3 giorni su 7, ma mentre ad alcuni è stato assegnato un esercizio fisico intenso (da eseguire in 1 o 4 ripetizioni da 4 minuti), ad un gruppo di controllo è stato chiesto di eseguire per mezz'ora un'attività fisica a livelli moderati. Come ha spiegato Jeff Coombes, esperto della School of Human Movement Studies dell'Università del Queensland, “fra i 25 partecipanti che hanno preso parte al programma di allenamento ad alta intensità, 7 non soffrono più di sindrome metabolica”.
Combes ha sottolineato che riducendo contemporaneamente peso, pressione, colesterolo e livelli di zuccheri nel sangue è possibile diminuire il rischio di malattie cardiache, diabete di tipo 2 e ictus. “L'attività fisica – ha aggiunto l'esperto - è un modo dall'efficacia provata per far fronte a diversi problemi di salute, ma questi risultati dimostrano che brevi picchi di esercizio ad alta intensità possono dare risultati uguali, se non migliori, in metà del tempo”. Ora si attendono i risultati definitivi della ricerca. I suoi autori stanno infatti verificando questi primi indizi in uno studio multicentrico internazionale in cui sono stati coinvolti ben 750 partecipanti.
Tratto da: Il Sole 24 Ore, Silvia Soligon, 12 marzo 2014