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Diabete, stabilito legame con il declino cognitivo che precede la demenza

Uno studio appena pubblicato ha evidenziato che i pazienti con diabete, valutato sulla base dei livelli di emoglobina glicata A1c (HbA1c) più alti del normale, mostrano un aumento del declino cognitivo, nell'arco di 10 anni, superiore a quelli con glicemia normale, suggerendo che un buon controllo della glucosio ematico potrebbe rallentare la possibile progressione verso la demenza.

«Per quanto ne sappiamo, questo è il primo studio prospettico sull'associazione tra diabete (misurato in base ai livelli di HbA1c) e declino cognitivo che analizza i dati di oltre tre valutazioni cognitive nel tempo», scrivono gli autori.

L'associazione tra diabete e demenza è ben nota, ma mancano le prove del legame tra diabete, livelli di HbA1c e declino cognitivo, che può verificarsi diversi anni prima della demenza.

Lo studio è stato pubblicato online il 25 gennaio su Diabetologia, la rivista dell'associazione europea per lo studio del diabete, da Fanfan Zheng e colleghi, dell'accademia cinese delle scienze di Pechino a Beijing e dell'istituto di neuroscienza cognitiva di Londra.

Il livello di HbA1c si è imposto come parametro di maggior rilevanza sia a livello di diagnosi che di gestione del diabete, ridimensionando il ruolo dei valori ematici individuali di glucosio a digiuno o post-carico, poiché ha dimostrato una maggiore affidabilità nella previsione della malattia, grazie al fatto che fornisce la misura della glicemia media dei 2-3 mesi precedenti.

Misurando l’HbA1c possiamo avere una stima del controllo glicemico medio. Valori bassi sono associati a una minore probabilità di sviluppare, nel corso degli anni, le complicanze del diabete, mentre un valore oltre il 6.5%, confermato una seconda volta, permette di diagnosticare la patologia.

Il diabete contribuisce al declino cognitivo

Partendo dal fatto che alcuni studi hanno dimostrato che il rischio di demenza è aumentato nei pazienti con il diabete, gli autori hanno voluto valutare la correlazione tra il diabete e il declino cognitivo, sulla base delle analisi di più di tre valutazioni cognitive nel tempo.

Sono stati presi inconsiderazione i dati di 5189 pazienti arruolati nello studio ELSA (English Longitudinal Study of Aging), con età pari o superiore a 50 anni, e la cui funzione cognitiva era stata valutata al basale, nel 2004-2005 e ogni 2 anni fino al 2014-2015.

Rispetto ai partecipanti con glicemia normale, il tasso di declino cognitivo globale associato al prediabete e al diabete è aumentato in modo altamente significativo (p<0.001 per la tendenza) e, allo stesso modo, i punteggi relativi a memoria, capacità di esecuzione e orientamento hanno mostrato un aumento del tasso di declino cognitivo nei pazienti con il diabete.

«Oltre a questo, i livelli di HbA1c sono stati associati linearmente al successivo declino cognitivo della memoria e della capacità di esecuzione (ma non all'orientamento), indipendentemente dallo stato del diabete», hanno osservato gli autori.

Come può impattare questo risultato sulla pratica clinica nel prossimo futuro?

«Poiché attualmente non esiste una cura per la demenza ... i risultati suggeriscono che gli interventi che ritardano l'insorgenza del diabete, così come le strategie di gestione per il controllo del glucosio, potrebbero aiutare ad alleviare la progressione del successivo declino cognitivo a lungo termine», ha fatto notare Zheng.

«Sono necessari studi futuri per determinare gli effetti del mantenimento del controllo ottimale del glucosio sul tasso di declino cognitivo nelle persone con diabete», concludono gli autori.

L'intervento precoce sul diabete può aiutare a prevenire il declino cognitivo

In termini di possibili meccanismi alla base del legame tra diabete e declino cognitivo, alcune evidenze indicano che la fluttuazione glicemica ha un effetto più forte sul declino cognitivo rispetto all'iperglicemia sostenuta, potenzialmente attraverso effetti sulla funzione endoteliale e l'induzione dello stress ossidativo.

Come notano gli autori, il diabete potrebbe inoltre giocare un ruolo chiave nella demenza vascolare, dal momento la sua influenza sul deterioramento cognitivo avviene sia attraverso meccanismi diretti, come l'induzione dell'accumulo di amiloide, che indiretti, tra cui il peggioramento della malattia microvascolare del sistema nervoso centrale.

«È stato dimostrato che anche una modesta diminuzione della funzione cognitiva potrebbe determinare un declino cognitivo sostanzialmente maggiore nel corso degli anni», dicono gli autori.

Mentre lo studio è stato adattato alle numerose comorbilità conosciute del diabete, che potrebbero essere collegate alle prestazioni cognitive, come depressione, obesità e ipertensione, la ricerca indica che il trattamento dei fattori di rischio modificabili per la demenza, tra cui il diabete, è stato collegato alla prevenzione fino a un quarto dei casi di demenza.

Tratto da: Pharmastar, 03 febbraio 2018