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Obesità e diabete: una molecola prodotta dal grasso favorisce la resistenza all’insulina

Uno studio chiarisce il meccanismo molecolare del processo infiammatorio

I diabetologi sono impegnati da tempo a studiare il meccanismo molecolare che lega l’obesità al diabete. Ora, uno studio internazionale a cui ha partecipato il Deutsches Zentrum fuer Diabetesforschung (Dzd) aggiunge un nuovo tassello a un puzzle ancora incompleto.

I ricercatori hanno individuato una nuova adipochina, molecola prodotta dal tessuto adiposo, che favorisce l’insorgere dell’insulino-resistenza e dell’infiammazione sistemica. In presenza di grave obesità questa molecola viene secreta dagli adipociti,  cellule del tessuto adiposo, e rilasciata nel sangue.

Lo studio, pubblicato su Diabetologia, potrebbe aiutare a chiarire i passaggi del processo infiammatorio a catena originato dai chili in eccesso.

I dettagli della pubblicazione non sono alla portata dei profani. Ma la novità più importante emerge chiaramente: gli scienziati hanno identificato una particolare proteina, chiamata Wisp 1, come una adipochina pro-infiammatoria e ne hanno osservato gli effetti sull’organismo, verificando se i suoi livelli nel sangue fossero anomali nelle persone con diabete 2 e monitorando le eventuali conseguenze di questa alterazione.

Dall’analisi è emerso per la prima volta che Wisp 1 altera in modo diretto l’azione dell’insulina nelle cellule dei muscoli e nel fegato provocando la riduzione di sensibilità all’insulina e aprendo così le porte al diabete.

Il sospetto che Wisp 1 fosse coinvolta negli ingranaggi del meccanismo che lega obesità e risposta infiammatoria  era emerso per la prima volta nel 2015, quando si pensava che la molecola fosse associata alla crescita delle ossa e allo sviluppo di alcune forme di cancro e della fibrosi polmonare. Con lo studio attuale, i ricercatori hanno dimostrato che la proteina-adipochina Wisp 1 ha un ruolo chiave nel processo obesità-diabete perché annulla l’inibizione indotta dall’insulina della produzione di glucosio. Il fenomeno è stato osservato nel fegato dei topi e nelle cellule dei muscoli umani.

Inoltre i ricercatori hanno dimostrato che la quantità di Wisp 1 è correlata al livello di glucosio valutato con il test di tolleranza del glucosio e al livello della eme-ossigenasi 1, enzima che promuove l’infiammazione soprattutto nelle persone obese.

«Abbiamo il sospetto che un aumento della produzione di Wisp 1 dal grasso addominale - ha dichiarato Tina Hörbelt del German Diabetes Center Düsseldorf partnre del Dzd, tra gli autori dello studio - potrebbe essere una delle ragioni per cui spesso le persone sovrappeso hanno un metabolismo del glucosio alterato. Una delle possibili cause dell’aumento della produzione di Wisp 1 e della secrezione dalle cellule del grasso addominale potrebbe essere un scarso apporto di ossigeno (ipossia) ai tessuti. E ciò potrebbe provocare una risposta infiammatoria sistemica».

Lo studio apre possibilità alla ricerca di nuove soluzioni per il trattamento del diabete. Wisp 1 potrebbe infatti diventare un nuovo target terapeutico nel tentativo di prevenirne gli effetti nocivi sulle cellule del fegato e dei muscoli.

Tratto da: Healthdesk, 08 giugno 2018