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Diabete di tipo 2, la pancreatite acuta ne aumenta l'insorgenza entro cinque anni

Nei pazienti con un episodio di pancreatite acuta si è osservata una più alta insorgenza di diabete di tipo 2. Circa il 20% di pazienti con pancreatite acuta lo ha sviluppato entro 5 anni dalla pancreatite e di questi, tre quarti hanno avuto bisogno di terapia antidiabetica e metà di terapia insulinica.

 Sono i risultati di uno studio retrospettivo presentato al Digestive Disease WeeK, il più grande incontro mondiale per gli specialisti in gastroenterologia, epatologia, endoscopia e chirurgia gastrointestinale.

La pancreatite acuta è molto comune e causa oltre 250.000 ricoveri ogni anno, con una incidenza che sembra essere in aumento in tutto il mondo, hanno riferito Peter Lee, degli ospedali universitari di Cleveland e colleghi, autori dello studio pubblicato su Gastroenterology. «Anche se nel corso degli anni la mortalità è sostanzialmente diminuita, chi sopravvive alla pancreatite acuta può avere una recidiva, progredire verso la pancreatite cronica, avere una peggiore qualità di vita e incorrere in una insufficienza pancreatica esocrina», ha affermato.

Fino a poco tempo fa si pensava che la pancreatite cronica aumentasse il rischio di diabete, ma nuove evidenze suggeriscono che questo avviene anche a seguito di un episodio di pancreatite acuta, ha aggiunto. Uno studio di Taiwan ha dimostrato che i pazienti con pancreatite acuta hanno un rischio sei volte più elevato di sviluppare il diabete entro 3 mesi, rispetto a quanti non ne soffrono.

Si è trattato in generale di studi con campioni di piccole dimensioni e che non tenevano conto della presenza di ipertensione, iperlipidemia o obesità, «quindi non è chiaro se queste comorbidità aumentano il rischio di diabete nel gruppo della pancreatite, come avviene all’interno della popolazione generale», ha aggiunto Lee.

Inoltre una revisione sistematica della letteratura ha mostrato che il 23% dei pazienti con pancreatite acuta di nuova insorgenza ha sviluppato il diabete e, di questi, il 70% ha avuto bisogno della terapia insulinica. Il gruppo di Lee ha quindi voluto valutare se tali risultati sarebbero stati coerenti a livello della popolazione e di scoprire quali fattori di rischio potrebbero predisporre i pazienti con pancreatite allo sviluppo del diabete.

Uno studio retrospettivo

L’analisi ha utilizzato il database nazionale Explorys, che contiene i dati di 360 ospedali, 317.000 fornitori e oltre 50 milioni di pazienti nel periodo 1999-2018. Il database include i registri sanitari elettronici dei pazienti, i dati di fatturazione, i dati di programmazione e i dati relativi ai sinistri.

Gli autori hanno incluso i pazienti con pancreatite acuta durante tutto il 2012, e nel periodo maggio 2013-maggio 2018. I criteri di esclusione includevano precedente diabete, pancreatite cronica e cancro al pancreas. Gli outcome ricercati nel database includevano l'incidenza cumulativa di pre-diabete o diabete a 6 mesi, 1 anno, 3 anni e 5 anni, la percentuale di pazienti trattati con un regime anti-diabetico e i fattori di rischio per il diabete all’interno della coorte selezionata.

Dei 15,5 milioni di pazienti nel database durante il periodo di studio, 104.000 hanno avuto per la prima volta una diagnosi di pancreatite acuta. In questo gruppo, il 71% aveva un’età compresa tra i 18 ei 65 anni, il 45% era di sesso maschile e il 77% era di razza bianca, mentre il 16% era di origine afro-americana. Solo il 5% aveva una storia familiare di diabete.

Il più comune fattore di rischio era l'ipertensione (58% dei pazienti con pancreatite acuta), seguita da dislipidemia (45%), obesità (44%) e fumo (42%). Un anno dopo l'episodio di pancreatite, il 12% dei pazienti aveva sviluppato il diabete, e il 90% di quelli diagnosticati si è ammalato entro i primi 6 mesi, ha detto Lee. Tra tutti coloro che hanno sviluppato il diabete, il 34% ha finito per necessitare della terapia insulinica, mentre il 45% è stato sottoposto ad almeno un regime antidiabetico dopo un anno.

Meno casi con fumo, alcol e razza bianca

Ipertensione, dislipidemia e obesità, che sono fattori di rischio anche per la sindrome metabolica, erano correlati a un rischio più elevato di sviluppare il diabete. L’ipertensione che comportava un rischio solo del 6% superiore, mentre la dislipidemia conferiva un rischio quasi triplo.

Invece fumare, bere alcolici e l'età avanzata sembravano essere protettivi contro lo sviluppo del diabete, ha detto Lee. «Gli effetti protettivi di alcol e tabacco sono stati una sorpresa» sebbene l'alcol sembra essere protettivo anche contro la sindrome metabolica. I ricercatori non sono stati in grado di ottenere i dati storici sul fumo dei pazienti, per valutare se coloro che sviluppavano il diabete fossero fumatori attivi o lo erano stati in passato.

Dal punto di vista protettivo, l’essere di razza bianca comportava un rischio di diabete inferiore del 54%, il consumo di alcol un rischio del 34% più basso e il fatto di avere più di 65 anni riduceva il rischio del 26%, ha concluso Lee.

Richardson A et al. Prevalence and Risk Factors for New Onset Diabetes Mellitus after Sentinel Episode of Acute Pancreatitis: A Population Based Study. Gastroenterology, Volume 154 , Issue 6 , S-73. DDW 2018; Abstract 303.

Tratto da: Pharmastar, 11 giugno 2018