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Animali che curano. La pet therapy aiuta a battere l'Adhd

L'intervento con i cani rende più efficace la la psicoterapia e aiuta a migliorare la concentrazione

La pet therapy aiuta a ridurre i sintomi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività (Adhd) nei bambini. Lo hanno dimostrato i ricercatori della Scuola di Medicina dell’University Of California Irvine (Uci) grazie al primo trial randomizzato di questo tipo.

Gli scienziati hanno coinvolto nello studio bambini dai 7 ai 9 anni di età con una diagnosi di Adhd che non avevano mai assunto farmaci per gestire i sintomi. I partecipanti al trial sono stati divisi in due gruppi: il primo era stato affidato alla tradizionale psicoterapia, il secondo a psicologi aiutati da cani certificati per l’assistenza.

Ebbene, i bambini che avevano ricevuto le attenzioni degli animali, oltre che degli psicologi, avevano ottenuto evidenti benefici rispetto a quelli che avevano usufruito esclusivamente della psicoterapia: maggiore capacità di concentrazione e un miglioramento della socialità.

Più precisamente lo studio ha dimostrato che gli interventi assistiti con gli animali accelerano i tempi della tradizionale terapia. Con le sole sedute dallo psicologo i sintomi migliorano in 12 settimane. Se la terapia psicologica è accompagnata dalla pet therapy i risultati si ottengono in 8 settimane. I genitori sono i primi ad accorgersi dei benefici procurati ai loro bambini dal terapeuta a quattro zampe.

«I nostri risultati dimostrano che i cani possono accelerare la risposta al trattamento», ha dichiarato Sabrina E. B. Schuck psicologa del Dipartimento di Pediatria della Uci School of Medicine e principale autore dello studio.

«Inoltre, il fatto che i genitori dei bambini che si trovavano nel gruppo di intervento assistito con gli animali hanno riferito di una significativa riduzione dei problemi di comportamento nel tempo nei loro bambini rispetto a quelli che non avevano ricevuto l’intervento con i cani è una prova in più dell’importanza di questa ricerca».

Le linee guida dell’American Academy of Pediatrics per la gestione del disturbo da deficit di attenzione e iperattività prevedono entrambe le strategie terapeutiche, trattamenti a base di psicofarmaci e psicoterapia.

«Il messaggio di questo studio - dice Schuck - è che ora le famiglie hanno una opzione accessibile quando cercano soluzioni alternative o da aggiungere ai trattamenti farmacologici, soprattutto quando si tratta di disturbo dell’attenzione. La mancanza di attenzione è forse il problema principale affrontato durante tutta la vita da persone affette da questo disturbo».

Il ricorso ai cani a scopo terapeutico, generalmente dei Labrador, non è una novità. Gli interventi con animali vengono effettuati da decenni. Solamente di recente però la pet therapy è stata messa alla prova in veri e propri trial clinici per valutarne l’efficacia e la sicurezza come si fa con qualunque terapia. Da questi studi sono emerse valide ragioni per ricorrere agli animali da assistenza, capaci di ridurre lo stress e i problemi di comportamento e migliorare le funzioni cognitive e l’attenzione.

Lo studio californiano è stato presentato alla Conferenza dell’International Society for Anthrozoology 2018 (2-5 luglio, Sydney).

Tratto da: Healthdesk, 01 agosto 2018