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Nuovo esame del sangue per la diagnosi delle complicanze del diabete e di alcuni tumori

Prevedere da poche gocce di sangue il futuro di salute (o di malattia) di una persona con diabete o il rischio di sviluppare un tumore del fegato. Sono le promesse di un test, messo a punto dalla Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago, che è stato utilizzato inizialmente  per fare diagnosi di tumore del fegato, ma che potrebbe servire in futuro per individuare quelle persone con diabete che hanno sviluppato delle complicanze vascolari, a carico di cuore, vasi o reni.

 “Questa scoperta – commenta Wei Zhang, professore associato di epidemiologia e prevenzione oncologica alla Northwestern University Feinberg School of Medicine – rappresenterà una rivoluzione per la rapidità e la non invasività con la quale sarà possibile individuare lo sviluppo di complicanze potenzialmente fatali in centinaia di migliaia di pazienti con diabete in tutto il mondo”.

Due persone con diabete su tre degli attuali 424 milioni nel mondo moriranno di complicanze cardiovascolari; riuscire ad individuarle precocemente potrebbe aiutare a controllarne l’evoluzione e dunque a ridurre il carico di morbilità e mortalità connessi al diabete.

Il nuovo test si effettua su 3-5 ml di sangue e misura il DNA (5-idrossi-metil-citosina) rilasciato dai vasi danneggiati in circolo.

Lo studio appena pubblicato su Clinical Chemistry è stato condotto su 62 pazienti con diabete (12 senza complicanze vascolari, 34 con una sola complicanza, 16 con complicanze vascolari multiple). Il test messo a punto da Zhang e colleghi ha mostrato un’elevata sensibilità nell’individuare le complicanze vascolari, con un’accuratezza decisamente migliore rispetto agli attuali metodi diagnostici.

Le applicazioni oncologiche del test di Zhang

In precedenza lo stesso gruppo di ricerca aveva utilizzato questo stesso test su una popolazione di oltre 3 mila persone per individuare la presenza di un tumore del fegato, senza mettere in allarme quelli solo a rischio.

Al momento, la biopsia rappresenta il gold standard per la diagnosi di tumore del fegato ma è costosa, invasiva e porta via tempo. Le analisi del sangue disponibili non sono in grado di individuare i tumori in fase precoce, fatto questo che rappresenta un problema particolare nel tumore del fegato. Il nuovo test al contrario aveva individuato correttamente l’88% dei tumori, nello studio condotto in passato.

Questo stesso test è al momento al vaglio per la diagnosi di una serie di tumori, al linfoma, al mieloma multiplo al cancro del colon; negli studi in corso, i risultati del test vengono confrontati con quelli della biopsia tessutale. Il prossimo passo consisterà nel valutare questo nuovo esame all’interno di un trial clinico, prima del suo ‘debutto’ nella pratica clinica.

“Il nostro obiettivo – afferma Zhang - è quello di offrire in futuro ai pazienti la possibilità di fare un check-up per una serie di tumori attraverso un semplice prelievo di sangue”.

Tratto da: Quotidiano Sanità, Maria Rita Montebelli, 08 ottobre 2019