5permille

Glicemia sotto controllo, certo, ma non basta

Ogni anno in Italia un diabetico su sei viene ricoverato e non si tratta solo di anziani ma anche di persone più giovani. D’altra parte, lo dice anche l’Istat, la quota delle persone con diabete che dichiarano di essere in buona salute è più bassa della media della popolazione e questo è dovuto al fatto che il diabete si accompagna spesso ad altre patologie come obesità, ipertensione, malattie cardiovascolari, problemi renali.

Però «non basta dire “diabete” per identificare un paziente e non bisogna mai dimenticare che i pazienti non sono tutti uguali – spiega Domenico Mannino, direttore dell'Unità di Diabetologia ed endocrinologia all'Ospedale metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” di Reggio Calabria – e per questo l’approccio è sempre più personalizzato e il legame che si stringe con il diabetologo sempre più stretto». Un paziente informato «è un paziente consapevole – aggiunge Mannino - il primo alleato nella lotta alla malattia. Una lotta che deve tenere conto di molti aspetti».

Nel diabete di tipo 2, infatti, tenere sotto controllo la glicemia è importante, ma non basta. Serve mantenere un adeguato stile di vita e considerare anche importanti fattori di rischio cardiovascolare come obesità e pressione arteriosa. E si deve sempre più rinsaldare l’alleanza paziente-diabetologo, fondamentale in un percorso di cura.

Per questo giovedì 5 dicembre è stata presentata a Roma la Campagna promossa da MSD Italia “#spingersioltre” rivolta a pazienti e caregiver. Nelle intenzioni dei promotori, ”spingersi oltre” significa avere una visione più ampia della malattia perché limitarsi al controllo della glicata, pur fondamentale, rischia di essere solo un tassello di un puzzle decisamente più complesso. Oggi, grazie alle terapie di ultima generazione come gli SGLT2 inibitori, di cui fa parte ertugliflozin, ultimo arrivato in Italia, è disponibile una nuova opzione terapeutica per gestire il diabete di tipo 2, senza dimenticare che per i pazienti rimane fondamentale mantenere un adeguato stile di vita e aderire alle indicazioni prescrittive del proprio medico.

E arrivare prima possibile a una diagnosi corretta: «Non si parla mai abbastanza di quanto sia fondamentale la diagnosi precoce, perché più precocemente agiamo - dice Simona Frontoni, docente di Endocrinologia all’Università di Roma “Tor Vergata” e direttore dell'Unità di Endocrinologia e diabetologia al Fatebenefratelli dell'Isola Tiberina nella Capitale - e più possibilità abbiamo. Siamo passati da un’epoca in cui avevamo a disposizione solo sulfaniluree, metformina e insulina a un’epoca in cui abbiamo un ventaglio di opzioni terapeutiche molto ampio. Abbiamo il dovere di scegliere per ogni singolo paziente la terapia più idonea. Perché non è importante solo ridurre la glicemia, ma è importante come la riduciamo in quel singolo paziente. Inoltre – avverte - c’è anche il dovere di scegliere in sicurezza e cioè ridurre con efficacia la glicemia abbassando il rischio di crisi ipoglicemiche».

Spingersi oltre nel diabete di tipo 2 significa anche dire “no” alla disinformazione perché una persona con diabete, se è consapevole, è protagonista della propria malattia e della sua gestione.

«A oggi non mi è ancora capitato di dover intervenire per salvare o recuperare un paziente che per colpa di un consiglio letto su internet ha compromesso la sua salute – dice Enzo Bonora, professore di Endocrinologia dell’Università di Verona - ma alcune conseguenze le vedremo sul lungo termine. In questo momento storico la corretta informazione che arriva direttamente ai pazienti è uno strumento formidabile che va utilizzato nella maniera appropriata. Abbiamo il dovere di dare delle corrette informazioni e non possiamo non tener conto di questa nuova forma di comunicazione».

“#spingersioltre” è una Campagna che parla a chi già si confronta con il diabete di tipo 2, ma anche a chi vuole prevenirlo. Attraverso i canali social di MSD Salute (Facebook, Instagram e Twitter) vuole portare messaggi scientificamente validati in modo capillare e diretto a tutti gli utenti.

«MSD Italia ha deciso di realizzare questa Campagna informativa social perché se si vuole davvero fare la differenza nella vita delle persone bisogna cercare di soddisfare i bisogni di salute a 360 gradi» sostiene Goffredo Freddi, Executive Director Policy and Communication dell'azienda. «Per una persona con diabete e per i suoi familiari – prosegue - una corretta informazione è un “bisogno di salute”. Abbiamo raccolto la sfida di fornire un’informazione scientifica corretta, con un linguaggio adatto ai social e facilmente alla portata di tutti perché riteniamo che sia un gesto di responsabilità sociale. Per noi “spingersi oltre” significa migliorarsi per migliorare la vita delle persone. Significa non accontentarsi e voler sempre più salute per le persone. Chi crede nell’innovazione – conclude Freddi - crede nel voler andare sempre avanti per fare sempre di più. Noi vogliamo stringere un “patto di salute” con le persone perché per noi la salute non è mai abbastanza».

Tratto da: Healthdesk, 12 dicembre 2019