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Pochi carboidrati a colazione per migliorare la glicemia nel diabete di tipo 2?

Uno studio appena pubblicato su The American Journal of Clinical Nutrition riapre il dibattito su quale sia la colazione migliore per chi ha un diabete di tipo2. Secondo gli autori una colazione ad alto contenuto di grassi e a basso contenuto di carboidrati è efficace nel ridurre le escursioni glicemiche postprandiali nel corso della giornata nelle persone con diabete di tipo 2. «Questa semplice strategia sembra essere sufficiente a ridurre l'esposizione complessiva all'iperglicemia postprandiale e a migliorare la variabilità glicemica» scrive la prima autrice Courtney Chang, della University of British Columbia, in Canada.

I ricercatori sono giunti a questa conclusione grazie a uno studio che ha coinvolto 23 pazienti (età media 59 anni) con diabete di tipo 2. Ai partecipanti è stato chiesto di completare due periodi di intervento isocalorico di 24 ore. Una colazione a base di grassi e molto povera di carboidrati (LCBF) è stata alternata a un'altra con il profilo nutrizionale raccomandato dalle linee guida dietetiche (GLBF). Il pranzo e la cena invece sono stati gli stessi in entrambi i casi. Le risposte glicemiche postprandiali su 24 sono state valutate tramite un monitoraggio continuo del glucosio. I risultati hanno mostrato che la LCBF ha ridotto significativamente l'iperglicemia a seguito della colazione e allo stesso tempo non ha influenzato negativamente la glicemia dopo il pranzo e la cena. La LCBF ha anche ridotto l'iperglicemia postprandiale complessiva (area incrementale sottesa dalla curva glicemica delle 24 ore: -173±361 mmol/L; P=0,03) e la variabilità glicemica (ampiezza media delle escursioni glicemiche: 0,4±0,8 mmol/L; P=0,03) rispetto alla GLBF. Inoltre, la fame prima della cena è risultata minore con la LCBF che con la GLBF. «I risultati del nostro studio suggeriscono i potenziali benefici nel modificare la distribuzione dei macronutrienti durante il giorno» ha dichiarato Chang. Bisognerebbe quindi limitare i carboidrati durante la colazione per poi consumare un pranzo e una cena bilanciati, piuttosto che distribuire i carboidrati in modo uniforme nell'arco della giornata. I risultati dello studio giustificano studi a più lungo termine secondo quanto affermato dagli autori.

Am J Clin Nutr. 2019. doi: 10.1093/ajcn/nqy261

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30968140

Tratto da: Diabetologia33, 16 maggio 2019