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Novità nel trapianto di isole per i pazienti affetti da diabete mellito di tipo 1

Il trapianto di isole pancreatiche rappresenta oggi una delle possibili opzioni terapeutiche per un selezionato gruppo di pazienti affetti da diabete mellito. Si definisce un trapianto di isole la infusione di isole pancreatiche umane purificate in pazienti affetti da diabete mellito in cui è completamente persa la capacità di produrre insulina. Le isole vengono estratte da un pancreas da donatore cadavere mediante una complessa procedura in laboratorio e purificate dal tessuto esocrino. Una volta verificata la loro vitalità le isole vengono iniettate all’interno della vena porta per mezzo della quale raggiungono il fegato dove iniziano a produrre insulina Qui nei mesi successivi riescono a ristabilire un buon compenso metabolico nel ricevente che nella maggior parte dei casi riesce a liberarsi della necessità della terapia insulinica per diversi anni. Come tutti i trapianti questi pazienti necessitano però di una terapia immunosoppressiva che eviti il loro rigetto e la riattivazione dell’autoimmunità che ha portato alla distruzione delle cellule beta.

Recentemente sono stati eseguiti i primi trapianti di isole con una nuova tecnica. La procedura è stata ideata dal prof. Ricordi della Università di Miami. Le isole sono state trapiantate all’interno della cavità addominale al di sopra dell’omento, una formazione sierosa che ricopre la massa intestinale come un grembiule. L’adesione delle isole all’omento è stata resa possibile grazie all’utilizzo di un gel formato dal plasma del ricevente a cui è stata aggiunta trombina umana. L’omento è stato scelto perché è molto vascolarizzato e quindi in grado di provvedere ad un adeguato supporto di ossigeno alle isole una volta trapiantate. In questi primi casi i pazienti sono stati trattati con una terapia immunosoppressiva simile a quella utilizzata nel trapianto intraepatico.

L’interesse per questa sede è motivata dal fatto che a differenza del fegato nell’omento potrebbero essere utilizzate in futuro tecniche di immuno protezione o di immuno modulazione locale al fine di evitare la assunzione della terapia immunosoppressiva sistemica. Sono ad esempio allo studio dei protocolli di utilizzo di microcapsule per immuno isolare le isole pancreatiche dal sistema immunitario del ricevente o la aggiunta di tecniche per il rilascio locale di immunosoppressori che inibiscano il sistema immunitario localmente senza determinare quegli effetti collaterali sistemici dei farmaci che limitano oggi la indicazione al trapianto di isole.

Ad oggi la indicazione al trapianto rimane limitata a quei pazienti con diabete instabile, che non si riesce a ben gestire con la terapia insulinica. Sono pazienti ad esempio caratterizzati da episodi di chetoacidosi e severe ipoglicemie magari non avvertite. Per una valutazione clinica per l’inserimento in lista di attesa per un trapianto di isole è consigliato avere una relazione clinica del diabetologo curante. Presso il nostro ospedale ci sono circa 20 pazienti in lista di attesa.

Federico Bertuzzi

SSD Diabetologia, Ospedale Niguarda, Milano

Bibliografia

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Tratto da: Okmedicina, Riccardo Antinori, 17 giugno 2017