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Diabete, meglio intervenire subito

 

Subito è meglio" (the earlier, the better): agire subito per affrontare in modo nuovo e più concreto una malattia che avanza giorno dopo giorno. Questa la nuova parola d'ordine della diabetologia italiana lanciata da AMD - Associazione Medici Diabetologi, che ha appena presentato il progetto SUBITO!.
Il progetto SUBITO! si pone un obiettivo culturale oltre che clinico: migliorare il compenso metabolico della persona con diabete, cioè riportare i valori della glicemia alla normalità e mantenerli costantemente sotto controllo, sin dall'esordio della malattia o comunque alla sua diagnosi, al fine di ridurre il peso delle complicanze cardiovascolari nei successivi 5 anni.
"Dobbiamo modificare il comportamento seguito sino a poco tempo fa: glicemie di 140-150 mg/dl non devono essere tollerate con benevolenza, ma devono ‘subito' diventare oggetto di cura", spiega Carlo Giorda, Vicepresidente AMD. "Contiamo di farlo attraverso un lavoro organico di formazione, educazione e comunicazione che non coinvolga solo i diabetologi, ma anche i medici di medicina generale, gli altri specialisti, le associazioni di volontariato, le Istituzioni e il mondo dell'industria, perché siamo consapevoli che solo lavorando e impegnandoci tutti insieme possiamo rendere il nostro lavoro più efficace e più efficiente, nell'interesse delle persone con diabete", aggiunge Sandro Gentile, Presidente AMD.
In Italia, le persone con diabete rappresentano ormai il 7% della popolazione, quasi 4.200.000 concittadini. I costi sono raddoppiati in 20 anni: nel 1998, il diabete pesava sulle casse dello Stato per circa 5 miliardi di euro, pari al 6,7% della spesa totale per la sanità; oggi le stime parlano di 11 miliardi di euro, circa il 10% della spesa sanitaria. Nel nostro Paese, ogni anno 75.000 persone con diabete subiscono un infarto, 18.000 un ictus, 20.000 vanno incontro a insufficienza renale cronica, 5.000 patiscono l'amputazione degli arti inferiori, 18.000 muoiono.
I principali studi scientifici recenti hanno dimostrato come intervenire subito sulla glicemia sia di estremo beneficio per la persona con diabete, oltre che per le finanze pubbliche. "Se cominciassimo a trattare in maniera rigorosa la malattia almeno 5 anni prima -  dice Giorda - potremmo ridurre le complicanze cardiovascolari di oltre il 40%, secondo i dati dello studio STENO-2".
Giova peraltro ricordare che sono proprio le complicanze della malattia, a causa dell'impatto dei ricoveri ospedalieri, ad incidere per quasi il 50% sui costi diretti del diabete, senza considerare le giornate di lavoro perse o le pensioni di invalidità, che hanno un peso importante sul sistema Paese.
Ciononostante, dai dati degli ANNALI AMD, ossia gli indicatori della qualità dell'assistenza diabetologica in Italia ideati e realizzati dall'Associazione, risulta che ogni anno circa il 17% delle visite effettuate negli oltre 650 centri diabetologici italiani che afferiscono ad AMD siano ‘primi accessi', cioè persone con diabete che si presentano al centro per la prima volta, ma già con malattia in atto, in media, da oltre 7 anni. Soprattutto, con valori di emoglobina glicata (HbA1c) fuori norma (in media 7,4%) e un profilo di elevato rischio cardiovascolare: pressione del sangue oltre i valori di 140/90 mmHg nel 58,6% dei casi, colesterolo "cattivo" LDL superiore a 130 mg/dl nel 34,7%. "È evidente che qualche cosa, nel sistema di gestione della malattia diabetica non funzioni a dovere", prosegue Giorda.
Per queste ragioni è nato il progetto SUBITO! che si svilupperà nel prossimo quadriennio in diverse direzioni: la formazione del medico a un nuovo approccio alla malattia, fondato sul principio che la strada giusta non è far scendere la glicemia quando si è già assestata su valori scadenti, ma impedire che essa si deteriori cercando di intervenire tempestivamente ed intensivamente; l'educazione terapeutica, per coinvolgere maggiormente la persona con diabete ad un ruolo attivo nella gestione della sua malattia; la ricerca, per migliorare le conoscenze; la misurazione dei risultati di processo, per rendere più efficace ed efficiente l'intervento; il governo clinico, con l'impegno a diffondere la ‘cultura' della continuità assistenziale, della presa in carico e dell'interazione fra i vari operatori -  medici del territorio, diabetologi, altri specialisti e professionisti - a vario titolo coinvolti nell'equipe diabetologica.
"Questi sono i nostri propositi e questo è ciò che ci prefiggiamo di raggiungere", riprende Gentile. "AMD ha già dimostrato con la realizzazione degli ANNALI, la  raccolta di dati per il monitoraggio dell'assistenza sul territorio che confronta 46 indicatori di qualità dell'assistenza diabetologica in Italia, di essere all'avanguardia nel mondo. Lo testimonia la decisione assunta recentemente dall'International Diabetes Federation (IDF) di includere nelle proprie linee guida una serie di indicatori mutuati direttamente dagli ANNALI AMD. Non solo, appena nato, SUBITO! sta già facendo scuola. È di pochi giorni fa la notizia che anche questo progetto AMD sarà portato dall'IDF all'attenzione dei colleghi europei nell'ambito delle azioni volte a migliorare l'applicazione delle linee guida internazionalmente riconosciute, che vedono nel rigoroso trattamento precoce un punto saldo", conclude Gentile.
Tratto da: pharmastar.it, 15 marzo 2010