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Statine, decine di migliaia di vite salvate in più ogni anno se usate in pazienti con più alti livelli di LDL-C

Data di pubblicazione: 25/05/2018

I farmaci che abbassano il colesterolo hanno maggiori probabilità di salvare migliaia di vite aggiuntive se usati in persone con più alti livelli di colesterolo LDL, secondo un nuovo studio dell'Università dello Iowa, pubblicato sul “Journal of American Medical Association” (JAMA).

Secondo Jennifer Robinson, medico, docente di epidemiologia all'UI College of Public Health e coautrice dello studio, i risultati dimostrano che i medici dovrebbero trattare in modo più aggressivo con statine i pazienti che hanno livelli elevati di colesterolo LDL e che i pazienti dovrebbero sentirsi rassicurati nell’utilizzarle.

«Le statine sono i farmaci più sicuri che abbiamo per ridurre il rischio di infarto, ictus e morte in un'ampia gamma di pazienti» afferma Robinson. «I pazienti con livelli più elevati di colesterolo LDL hanno probabilmente maggiori benefici per la salute derivanti dall'assunzione di statine e di alcuni dei più recenti farmaci ipocolesterolemizzanti».

Come è stata condotta l’analisi?

Lo studio, coordinato da Eliano P. Navarese, dell’Inova Heart and Vascular Institute di Falls Church (Virginia, USA), ha analizzato 34 precedenti studi per un totale di oltre 270 mila partecipanti ed era volto a valutare se il livello basale di LDL-C fosse associato a riduzioni del rischio di mortalità totale e cardiovascolare.

Sono stati esaminati vari database elettronici (Cochrane, MEDLINE, EMBASE, TCTMD, ClinicalTrials.gov, principali eventi congressuali) con termine ad quem 2 febbraio 2018 per identificare studi clinici randomizzati condotti con statine, ezetimibe e anticorpi monoclonali anti-PCSK9. I gruppi di intervento sono stati classificati come “più intensivo” (più potente intervento farmacologico) o “meno intensivo” (meno potente, placebo o gruppo di controllo).

Gli endpoint coprimari erano la mortalità totale e la mortalità cardiovascolare. La meta-regressione a effetti casuali e le meta-analisi hanno valutato le associazioni tra il livello di base di LDL-C e la riduzione degli endpoint di mortalità e degli endpoint secondari, inclusi gli eventi cardiaci avversi maggiori (MACE).

Quali risultati sono emersi, in dettaglio?

In 34 studi, 136.299 pazienti hanno ricevuto un trattamento più intensivo e 133.989 hanno ricevuto un trattamento di riduzione LDL-C meno intenso. La mortalità per tutte le cause era più bassa per la terapia più intensiva rispetto alla meno intensiva (7,08% vs 7,70%, rapporto di rischio [RR], 0,92 [IC 95%, 0,88-0,96]), ma variava in base al livello di LDL-C al basale.

La meta-regressione ha mostrato un abbassamento intensivo di LDL-C associato a una maggiore riduzione della mortalità per tutte le cause con livelli basali di LDL-C più elevati, ma - alla meta-analisi - solo quando i livelli di LDL-C al basale erano =/> 100 mg/dL o maggiori. Analoghi risultati sono stati ottenuti in termini di mortalità cardiovascolare.

Un abbassamento più intensivo di LDL-C è stato anche associato a riduzioni di rischio progressivamente maggiori con un più alto livello di LDL-C al basale per infarto miocardico, rivascolarizzazione e MACE.

L'analisi ha dunque rilevato che le statine avevano maggiori probabilità di ridurre il rischio di morte quando i livelli di colesterolo LDL erano di 100 milligrammi per decilitro (mg/dL) o superiori, indipendentemente dal fatto che fossero usati o meno con altri farmaci che riducono l'LDL.

Lo studio ha rilevato inoltre che le vite di ulteriori 4,3 persone su 1.000 venivano salvate ogni anno quando erano trattate con terapia per ridurre il colesterolo-LDL. Il più grande beneficio - e la maggiore riduzione dei tassi di mortalità – si è registrata nei soggetti con i più alti livelli di colesterolo-LDL.

Dato che, commenta Robinson, il 12,4% degli adulti americani (circa 30 milioni di persone) hanno livelli di LDL superiori a 160 mg/dl, i risultati mostrano che le statine salvano decine di migliaia di vite ogni anno.

I pazienti con LDL in eccesso possono ridurre i loro livelli attraverso un migliore regime alimentare, un maggiore esercizio fisico e assumendo farmaci come le statine, ricorda. Le persone che hanno già malattie cardiovascolari o cause genetiche di ipercolesterolemia possono trarre beneficio aggiungendo altri farmaci che riducono l'LDL alla terapia con statine.

«Lo studio mostra che i farmaci per abbassare il colesterolo LDL possono essere efficaci per prevenire attacchi di cuore e ictus in persone con fattori di rischio anche quando i livelli di colesterolo LDL sono bassi, ma si prevengono ancora più infarti e decessi quando le persone hanno livelli di LDL superiori a 100 mg/dL» concludono gli autori.

Riferimento bibliografico:

Navarese EP, Robinson JG, Kowalewski M, et al. Association Between Baseline LDL-C Level and Total and Cardiovascular Mortality After LDL-C Lowering. JAMA, 2018; 319 (15): 1566-79. doi:10.1001/jama.2018.2525.

Tratto da: Pharmastar, Giorgio Ottone, 26 maggio 2018


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