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Ipertensione resistente, aggiornate le linee guida. Enfasi su corretta diagnosi

Data di pubblicazione: 27/09/2018

L'American Heart Association ha aggiornato le sue linee guida del 2008 sul rilevamento e la gestione dell'ipertensione resistente, definita come pressione sanguigna superiore al target ≥130/80 mm Hg nonostante l'uso di tre farmaci antipertensivi, o come pressione controllata con un regime di quattro farmaci. Le linee guida, pubblicate su Hypertension, contengono numerose indicazioni pratiche di gestione diagnostica e suggerimenti clinici. Nel documento il ruolo dello stile di vita è enfatizzato come parte della prima linea di gestione dell'ipertensione resistente. «Poiché diverse condizioni possono simulare l'ipertensione resistente, una diagnosi corretta è essenziale per non eccedere nella prescrizione di farmaci. Chiedere a un paziente a cui si sono in precedenza prescritti farmaci per abbassare la pressione sanguigna se li assume correttamente è un buon punto di partenza, perché non prendere i farmaci correttamente avrà come effetto una pressione del sangue scarsamente controllata che potrebbe sembrare un'ipertensione resistente» spiega Robert Carey, dello University of Virginia Health Sciences Center, che ha diretto il gruppo di lavoro. Gli autori sottolineano che gli operatori sanitari dovrebbero chiedere regolarmente informazioni ai pazienti con ipertensione resistente riguardo ai loro schemi di sonno.

Una scarsa durata e qualità del sonno infatti ha effetti sull'attivazione del sistema simpatico e del sistema della renina-angiotensina e, quindi, può interferire con il controllo della pressione arteriosa. Inoltre, i medici devono ricordare che i farmaci antinfiammatori non steroidei da banco (FANS), inclusi ibuprofene, aspirina, naprossene e alcuni farmaci di prescrizione, come i contraccettivi orali, possono far aumentare la pressione sanguigna, come può fare anche il cosiddetto “effetto camice bianco”, durante la misurazione eseguita dal medico in ambulatorio. I medici dovrebbero consigliare ai pazienti di seguire una dieta a basso contenuto di sodio (<2.400 mg al giorno), perdere il peso in eccesso, fare esercizio fisico e dormire almeno sei ore ininterrottamente ogni notte. Secondo le linee guida, se la pressione sanguigna rimane superiore al target nonostante uno stile di vita ottimale e l'aderenza a un regime di tre farmaci, i medici dovrebbero considerare il passaggio da idroclorotiazide a clortalidone o indapamide. Se poi la pressione rimane ancora alta è possibile considerare lo spironolattone come quarto farmaco.

Hypertension. 2018. Doi: 10.1161/HYP.0000000000000084

https://www.ahajournals.org/doi/10.1161/HYP.0000000000000084

Tratto da: Doctornews, 27 settembre 2018


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