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Il "cambio di identità" tra cellule pancreatiche apre la strada a nuove terapie

Data di pubblicazione: 30/01/2019

Le cellule alfa delle isole pancreatiche che producono glucagone possono cambiare identità e adattarsi in modo da fare il lavoro delle cellule beta produttrici di insulina danneggiate o mancanti, secondo uno studio pubblicato su Nature Cell Biology. «Probabilmente abbiamo davanti l'inizio di una nuova forma di trattamento per il diabete, in cui il corpo potrà produrre la propria insulina, con qualche aiuto per l'avviamento» dice Luiza Ghila della University of Bergen, che ha guidato il gruppo di studio. I ricercatori hanno scoperto che solo il 2% circa delle cellule alfa nel pancreas potrebbe cambiare identità, ma anche se si tratta di una quantità esigua permette comunque di essere ottimisti sui potenziali nuovi approcci terapeutici. I ricercatori sono stati in grado di descrivere i meccanismi alla base del processo di identità cellulare e hanno mostrato che questo non è passivo, ma è il risultato di segnali provenienti dalle cellule circostanti. Nello studio, infatti, sono Ghila e colleghi stati in grado di aumentare il numero di cellule produttrici di insulina utilizzando un farmaco che ha influenzato il processo di signaling intercellulare. Finora, i risultati sono stati mostrati solo in modelli animali.

Gli esperti pensano che le nuove scoperte non costituiscano una buona notizia solo per il trattamento del diabete, ma che la capacità delle cellule di cambiare identità e funzione possa essere una scoperta decisiva nel trattamento di altre malattie causate dalla morte cellulare, come il morbo di Alzheimer e il danno cellulare causato da attacchi di cuore. «Questo studio è importante, anche se non ha applicazioni immediate: identifica infatti la strategia per il mantenimento dell'identità cellulare delle nuove beta cellule ottenute dalle alfa. Queste nuove scoperte, seppur non ancora verificate nell'uomo, permettono di ipotizzare strategie che potrebbero cambiare il decorso della malattia. Se acquisiamo una maggiore conoscenza dei meccanismi alla base di questa flessibilità cellulare potremmo in futuro modificare l'identità di più cellule in modo da far produrre all'organismo stesso più insulina» commenta Salvatore Piro, dell'Università di Catania e della Società Italiana di Diabetologia (Sid), che non è stato coinvolto nello studio.

Nat Cell Biol. 2018. doi: 10.1038/s41556-018-0216-y

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30361701

Tratto da: Doctor33, 30 gennaio 2019


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