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Diabete 2, Fda propone revisione linee guida su farmaci e sicurezza cardiovascolare

L'Endocrinologic and Metabolic Drugs Advisory Committee della Fda sta riconsiderando le linee guida pubblicate nel 2008 in cui raccomandava ai produttori di farmaci destinati al trattamento del diabete di tipo 2 di condurre studi sulla sicurezza cardiovascolare di tali medicinali seguendo indicazioni precise.

Un panel si sta infatti occupando di discutere la motivazione originale per l'orientamento e di valutarne l'attuale utilità e il rapporto tra costi e benefici, facendo il punto a partire da otto studi clinici condotti proprio sulla base di tale linee guida. La domanda a cui il panel si trova a rispondere è se sia il caso di escludere un aumento inaccettabile di rischio cardiovascolare per tutti i nuovi farmaci destinati a migliorare il controllo glicemico nei pazienti con diabete di tipo 2, indipendentemente dalla presenza o assenza di un segnale di rischio cardiovascolare nel programma di sviluppo.

Gli esperti dovranno esprimersi poi su questioni più generiche relativamente alle linee guida, come l'impatto sulla valutazione del farmaco, sull'inclusione di pazienti ad alto rischio al fine di ottenere un numero statisticamente significativo di endpoint e sul valore numerico specifico per esclusione del rischio cardiovascolare. Dovranno poi valutare se e come applicare i risultati degli studi sulla sicurezza cardiovascolare relativi a uno specifico farmaco ad altri medicinali nella stessa classe.

Bisogna ricordare che gli studi clinici sui farmaci per il controllo della glicemia erano, prima della guida prodotta dalla FDA, generalmente brevi, e che proponevano valutazioni di sicurezza cardiovascolare basate su un piccolo numero di eventi in persone che non erano necessariamente ad alto rischio. L'analisi dei dati di alcuni lavori, tra cui lo studio ACCORD, interrotto precocemente a causa di un aumento significativo del 22% del rischio di morte nel braccio di trattamento intensivo per il controllo del glucosio, e una metanalisi di 42 studi su rosiglitazone (Avandia, GlaxoSmithKline), che suggeriva un aumento del rischio di infarto del miocardio e della mortalità cardiovascolare, avevano convinto l'ente regolatorio della necessità di approfondire la conoscenza sull'argomento con sperimentazioni che seguissero regole precise.

Negli otto principali studi sugli esiti di sicurezza cardiovascolare condotti dopo la guida, si è visto un aumento del rischio di ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca con saxagliptin (Onglyza, AstraZeneca), un inibitore della dipeptidilpeptidasi4 (DPP4) in SAVORTIMI 53, ma non è stato osservato alcun aumento nell'endpoint composito primario cardiovascolare. Negli altri sette studi non sono stati osservati danni cardiovascolari di qualsiasi altro tipo derivanti da farmaci per il diabete 2. Al contrario, tre studi, EMPAREG OUTCOME con l'inibitore del trasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT2) empagliflozin (Jardiance, Boehringer Ingelheim/Lilly), LEADER con l'agonista del glucagone-like peptide 1 (GLP1) liraglutide (Victoza, Novo Nordisk), e CANVAS, con canagliflozin (Invokana, Janssen), un altro inibitore di SGLT2, hanno mostrato benefici cardiovascolari dei farmaci coinvolti. Nel complesso, secondo la FDA, la valutazione del rischio cardiovascolare effettuato seguendo le raccomandazioni della guida ha portato a una maggiore specificità e a una maggiore quantità di dati utili da prendere in considerazione in una popolazione di pazienti che non era ben rappresentata in precedenza, e gli esperti dovranno ora tracciare la via migliore per un'ottimizzazione delle risorse sulla base delle nuove conoscenze.

Meeting of the Endocrinologic and Metabolic Drugs Advisory Committee (EMDAC) - Briefing information https://www.fda.gov/AdvisoryCommittees/CommitteesMeetingaterials/Drugs/EndocrinologicandMetabolicDrugsAdvisoryCommittee/ucm623912.htm

Tratto da: Doctor33, 31 ottobre 2018