5permille

Controllo glicemico, i cardiologi statunitensi consigliano l'uso di nuovi farmaci

L'American College of Cardiology ha emesso un Expert Consensus Decision Pathway finalizzato all'educazione dei cardiologi sull'uso di due nuove classi di farmaci per il diabete, gli inibitori del co-trasportatore di sodio-glucosio 2 (SGLT2) e gli agonisti del recettore del GLP-1 (GLP-1RA), che sono risultati efficaci nel ridurre gli esiti avversi in pazienti con malattia cardiovascolare e diabete. Le raccomandazioni sono pubblicate nel Journal of the American College of Cardiology e sono supportate dalla American Diabetes Association. La spinta per il documento di consenso è stata la consapevolezza dell'esistenza di un certo numero di nuovi agenti disponibili che riducono il rischio di esiti cardiovascolari nei pazienti con diabete e malattia cardiovascolare aterosclerotica.

«Molti pazienti con malattia aterosclerotica soffrono di diabete, ma in genere i cardiologi non vengono coinvolti nel controllo del glucosio, che rimane di competenza degli endocrinologi o dei medici di assistenza primaria. Poiché però queste nuove classi di farmaci hanno dimostrato di ridurre il rischio cardiovascolare in pazienti con malattie cardiache e diabete, i cardiologi dovrebbero essere consapevoli di tali benefici» spiega Brendan Everett, del Brigham and Women's Hospital di Boston, che ha collaborato alla stesura del documento. Secondo gli esperti, i medici dovrebbero orientarsi con le linee guida per offrire trattamenti ipolipemizzanti, terapie antipiastriniche e trattamenti ipoglicemizzanti come la metformina. Allo stesso tempo, dovrebbero prendere in considerazione l'aggiunta di un inibitore SGLT2, di preferenza empagliflozin, o di un GLP-1RA, in particolare liraglutide. Ovviamente sarà necessario discutere col paziente dell'aggiunta del farmaco, facendo presente che gli inibitori SGLT2 sono stati associati a una riduzione del 14% rischio di eventi cardiovascolari avversi maggiori rispetto al placebo, e che i farmaci GLP-1RA sono stati associati a una riduzione del rischio che nelle stime raggiunge il 26%, nonostante in alcuni studi non si sia osservato alcun beneficio significativo. Infine, i pazienti devono anche sapere che gli inibitori di SGLT2 aumentano il rischio di infezioni micotiche genitali e che i farmaci GLP-1RA sono associati a nausea transitoria e vomito.

JACC 2018. Doi: 10.1016/j.jacc.2018.09.020

http://www.onlinejacc.org/content/early/2018/11/23/j.jacc.2018.09.020

Tratto da: Doctornews, 01 dicembre 2018