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Diabete mellito e comorbidità psicologiche: attenzione alla salute mentale

In un articolo pubblicato su Jama, un gruppo di esperti avvisa: servono più risorse dedicate alla salute mentale nei pazienti con diabete mellito. Guidati da Barbara Anderson, professore di psicologia al Baylor college of medicine di Houston, in Texas, gli autori alludono all’aumento del rischio di depressione, ansia e disturbi alimentari osservato tra i diabetici negli ultimi anni. «L'incidenza del diabete di tipo 1 e 2 è in aumento, ed è il momento giusto per parlare delle conseguenze della malattia a livello psichico, prima che la questione diventi un problema per il sistema sanitario» esordisce Anderson, una psicologa comportamentale che da più di 30 anni lavora con i diabetici e le loro famiglie. Dall’editoriale, scritto con Lee Ducat della Diabetes foundation di Philadelphia e Louis Philipson del Kovler diabetes center all'università di Chicago, emerge che secondo i dati dei Centers for disease control and prevention il 9,3% della popolazione statunitense, ovvero 29,1 milioni di persone, soffre di diabete. Ma nonostante questi numeri, l’interesse dei medici è orientato alla componente organica e alla prevenzione della malattia e delle sue complicanze fisiche mediante un adeguato controllo metabolico e una grande attenzione alla dieta, all’attività fisica e al controllo glicemico. Minore impegno, invece viene usato per affrontare le possibili complicanze psicologiche che la malattia può provocare. «Infatti, solo un terzo dei diabetici riceve una diagnosi o una terapia per disturbi della salute mentale» aggiunge la ricercatrice. È invece dimostrato che convivere ogni giorno con le preoccupazioni dovute a una malattia curabile ma non guaribile come il diabete può portare con il tempo a uno stato di affaticamento psico-fisico con lo sviluppo di patologie quali ansia e depressione. «Ciononostante, sono pochi i centri che offrono assistenza alla salute mentale» riprende Anderson, puntualizzando che nei malati di diabete il rischio di depressione raddoppia, specie nei giovani con diabete tipo 1. E il disagio psicologico si riflette soprattutto sull’autogestione, un aspetto della cura che richiede un buon equilibrio comportamentale da parte del malato e della sua famiglia. «Dati recenti dimostrano che i diabetici ansiosi o depressi rischiano una scarsa aderenza alla terapia, un minore controllo glicemico, tassi più alti di complicanze e una minore qualità di vita» spiegano gli autori, ricordando che il diabete è una malattia cronica il cui trattamento giornaliero è in gran parte nelle mani del malato e dei familiari. Ma ansia e depressione non sono le uniche minacce alla salute mentale dei diabetici: nelle donne con diabete tipo 1 è più che raddoppiato il rischio di disturbi alimentari. «E ciò porta a uno scarso controllo glicemico, a tassi più elevati di ospedalizzazione, a un aumentato rischio di retinopatia e neuropatia e addirittura alla morte prematura» ribadisce Anderson. E conclude: «Identificare e trattare i disturbi della salute mentale tra i diabetici dovrebbe essere una priorità: l'alta prevalenza e i costi della depressione combinati alle conseguenze di eventuali disturbi del comportamento alimentare ostacolano la cura della malattia, e il loro trattamento può contribuire a migliorare lo stato di salute dei pazienti riducendo la spesa sanitaria».
Jama Published online July 10, 2014. doi:10.1001/jama.2014.8040
Tratto da: Jama, 19 luglio 2014