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Diabete 1, nefropatia senza albuminuria alza rischio cardiovascolare e di mortalità

La malattia renale cronica non-albuminurica non è frequente nei pazienti con diabete di tipo 1, ma quando è presente si lega a un aumentato rischio di morbilità cardiovascolare e di mortalità per qualsiasi causa. È quanto sostiene Lena Thorn della Research programs unit, Diabetes and Obesity, Università di Helsinki in Finlandia, prima autrice di uno studio pubblicato su Diabetes Care. «L'albuminuria, un marcatore precoce di danno renale, viene usata per identificare la nefropatia diabetica e per seguirne la progressione» spiega la ricercatrice, sottolineando che nel diabete di tipo 2 il 35-57% dei pazienti ha una malattia renale cronica non-albuminurica, la cui patogenesi non è chiara ma che sembra legata a una prognosi più favorevole rispetto alla variante albuminurica. Nei pazienti con diabete di tipo 2 la forma non-albuminurica è comunque associata a un aumentato rischio di deterioramento renale, di malattie cardiovascolari e di mortalità rispetto ai pazienti senza albuminuria e senza malattia renale cronica. «Viceversa, poco si sa sulla malattia renale cronica non-albuminurica nei pazienti con diabete di tipo 1, nei quali l'effetto clinico di questa forma è inesplorato» scrivono gli autori, che hanno verificato il valore predittivo dell'albuminuria e della malattia renale cronica in termini di malattia renale terminale, eventi cardiovascolari e mortalità per qualsiasi causa in 3.809 pazienti con diabete di tipo 1 partecipanti al Finnish diabetic nephropathy study. «Nei 13 anni di follow-up, 378 soggetti hanno sviluppato malattia renale terminale, 415 hanno avuto un evento cardiovascolare incidente e 406 sono deceduti» precisa la ricercatrice, aggiungendo che il 2% dei pazienti, ovvero 78 persone, aveva una malattia renale cronica non-albuminurica all'inizio dello studio. E i dati raccolti indicano che questa forma si associa all'età avanzata, al sesso femminile, a terapia antipertensiva con un elevato numero di farmaci, alla positività per eventi cardiovascolari e a una storia passata di trattamento laser per retinopatia. «Indipendentemente dal fatto che sia o meno una vera nefropatia diabetica, la malattia renale cronica non-albuminurica non aumenta le probabilità di malattia renale terminale, ma aumenta il rischio di angina, infarto e morte per qualsiasi causa nei pazienti con diabete di tipo 1, che dovrebbero essere quindi oggetto di maggiore prevenzione cardiovascolare» conclude Thorn.

Diabetes Care. 2015. doi: 10.2337/dc15-0641

Tratto da: Diabetologia33, 16 dicembre 2015