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“Ś alla sugar tax in Italia”, dichiara Marco Lanzetta del Centro nazionale artrosi

Tolleranza zero verso il consumo di zucchero

Continua la campagna e la raccolta firme de Il Fatto Alimentare per chiedere alla Ministra della salute Giulia Grillo l’introduzione della sugar tax sulle bevande zuccherate. Dopo le interviste a Francesco Branca dell’Oms, Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore di sanità e a Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, proponiamo l’intervista a Marco Lanzetta, medico chirurgo specializzato in chirurgia della mano e direttore del Centro nazionale artrosi.

Perché un chirurgo della mano e un centro come il vostro specializzato in patologie legate ad artrosi e artrite si interessa dello zucchero e della sugar tax?

Al Centro Nazionale Artrosi abbiamo cominciato vari anni fa a studiare soluzioni alternative alle più tradizionali cure per artrosi e artrite, e ci siamo subito resi conto che l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella progressione dell’artrosi e più in generale di tutte le malattie osteo-articolari, incluse quelle di tipo autoimmunitario, come l’artrite reumatoide. Da queste ricerche sono nati dei protocolli che al momento rappresentano quanto di più innovativo ci possa essere in tema di regimi alimentari di sostegno alle altre terapie che utilizziamo in questi casi, come l’uso delle cellule mesenchimali prelevate dal grasso addominale e trapiantate nelle articolazioni malate. La cosiddetta Dieta Anti Artrosi da me sviluppata (La Dieta Anti Artrosi, Giunti editore, 2015), prevede una serie di modifiche alimentari incentrate sulla sottrazione di alimenti peggiorativi per l’artrosi e l’introduzione o l’aumento del consumo di altri, che invece hanno un effetto protettivo e curativo. L’alimento peggiore per chi ha l’artrosi è proprio lo zucchero.

C’è una relazione tra l’assunzione di zucchero e le patologie che voi curate oppure i problemi sono collegati al ruolo dello zucchero nel contribuire all’incremento dell’obesità?

Allorché un paziente con l’artrosi mangia cibi ricchi di zucchero aggiunto, il suo metabolismo accelera per permettere alle grandi quantità di glucosio di essere immagazzinato, spesso nel tessuto adiposo, cioè nel grasso, e in seguito a questo sforzo vengono prodotte anche molte sostanze di scarto, attraverso reazioni di ossidazione necessarie per produrre energia. Tali sostanze, i radicali liberi, non sono altro che molecole di ossigeno altamente reattive in grado di danneggiare le cellule stesse. Un accumulo di sostanze di scarto, di “spazzatura cellulare” a livello delle articolazioni, in diverse forme, contribuisce all’invecchiamento precoce, soprattutto se il soggetto non è dotato di un’efficace capacità anti-ossidante spontanea.

Se, oltre a una grande quantità di zucchero si mangiano anche carne e prodotti ricchi di grassi animali (burro, uova, formaggi), si può verificare una situazione di insulino-resistenza, per un’alterazione permanente della membrana cellulare che ostacola il trasporto dello zucchero all’interno delle cellule. Il risultato è un aumento della glicemia, un viatico verso il diabete di tipo 2, e la possibile comparsa della sindrome metabolica. Questa condizione è caratterizzata da obesità, soprattutto intorno al giro-vita, iperglicemia, elevati tassi di colesterolo e trigliceridi, ipertensione e, in misura minore, aumento dell’uricemia, stress e ansia. È importante averne consapevolezza, in quanto è stata dimostrata una sicura associazione tra questa sindrome e l’artrite reumatoide o l’artrite psoriasica.

Ci sono alimenti da evitare e da preferire (in sintesi)?

Evitare il consumo di zucchero dovrebbe essere una buona regola da seguire, a prescindere dalla malattia artrosica. Questo alimento, infatti, presenta tantissimi effetti negativi per la nostra salute. È la causa principale dell’obesità infantile e adolescenziale negli Stati Uniti ed è corresponsabile (in maniera indiretta) dell’esplosione del diabete di tipo 2 in tutto il mondo occidentale. Vanno anche eliminati gli alimenti che lo contengono, ovvero le bevande zuccherate, i dolci, i cereali già zuccherati per la colazione.

Gli alimenti salutari per chi soffre di artrosi o vuole prevenirla in caso in ereditarietà sono per esempio avena e sorgo, e le farine integrali. Per la loro capacità di rilasciare lentamente il carico di carboidrati, riso, pasta e pane integrali permettono di avviare una digestione più lenta e più regolare, mantenendo stabili i tassi di insulina nel sangue e di conseguenza evitando accelerazioni metaboliche che sono in diretta relazione con gli stati infiammatori.

Essendo questa prevalentemente vegetariana, abbiamo bisogno di introdurre proteine in una certa quantità ma in un modo diverso. In questo senso i legumi ne sono la fonte migliore. Dal 21% nelle fave si arriva al 39% di proteine nella soia. Il loro indice glicemico è molto basso, soprattutto nel caso di ceci e lenticchie. Ricchi di calcio, possono rassicurare chi pensa che questo minerale si trovi solamente nel latte vaccino o nei formaggi. I semi di soia sono inoltre ricchi di isoflavoni, sostanze fitochimiche che possono essere considerate veri e propri fitoestrogeni e che hanno mostrato di possedere una spiccata attività anti ossidante e anti infiammatoria.

Tra le verdure sono da preferire le crucifere (cavolo nero, cavolfiore, broccoli, verza) invece sono ricche di sulforafano, un composto dall’attività antiossidante molto utile per il benessere articolare che rimane in circolo anche parecchie ore dopo l’ingestione. Questi sono solo alcuni esempio di alimenti da preferire per la prevenzione dell’artrosi.

Secondo lei il problema dell’obesità e del sovrappeso viene in qualche modo affrontato dalle autorità sanitarie italiane?

Assolutamente meno di quanto si dovrebbe fare. In Italia più di una persona su tre è in sovrappeso, e gli obesi sono circa il 10%. Non si fa abbastanza educazione nelle scuole, a partire dalle elementari, nel senso di un’informazione sui rischi derivanti da una cattiva alimentazione, in primis la possibilità di sviluppare malattie degenerative o tumori.

I nostri ragazzi non sanno leggere le etichette, non sanno quasi nulla sull’insalubrità di molti cibi confezionati. Purtroppo spesso gli interessi commerciali prevalgono tutt’ora sulla salute dei nostri figli. Molte aziende sono colpevoli per la pubblicità che scelgono di diffondere in televisione o in rete, si tratta spesso di messaggi fuorvianti il cui fine è solo di vendere un prodotto senza pensare alla salute del consumatore. Bisogna poi invertire il modo con il quale i prodotti alimentari vengono immessi sul mercato. Non più le aziende che inducono il pubblico al consumo dei loro prodotti, ma piuttosto i consumatori con le loro scelte di salute che costringono le aziende a eliminare prodotti meno salutari, perché non portano più margini di profitto.

L’Oms auspica una percentuale massima di zucchero del 10% nella dieta ma gli italiani ne consumano una quantità doppia. L’Oms invita ad adottare alcuni provvedimenti come la sugar tax e l’etichetta a semaforo per arginare questo problema e perché ha constatato la scarsa efficacia delle politiche di educazione alimentare adottate dai vari Stati. Lei è d’accordo?

Bisogna avere una posizione di tolleranza zero verso il consumo di zucchero, il principale nemico della nostra salute insieme al fumo, all’alcol e alla carne. Io sono favorevole, anche come Centro Nazionale Artrosi, alla sugar tax. Ma soprattutto bisogna togliere lo zucchero dalla tavola dei bambini, cominciando dalle mense scolastiche ed eliminando i distributori di bevande zuccherate, merendine e prodotti insalubri simili.

Se dovesse decidere una strategia per limitare l’invasione dello zucchero/i aggiunti nell’alimentazione degli italiani cosa proporrebbe?

Dato che mangiare zucchero aggiunto, non certo quello presente naturalmente nella frutta, è una decisione che alla lunga porta a sviluppare delle patologie evitabili, studierei una qualche forma di penalizzazione economica per chi intende ignorare tutti i moniti che arrivano da molte parti, Oms inclusa. Una cosa fattibile sarebbe proprio quella di fissare una tassa molto alta sulle confezioni di zucchero, le bevande zuccherate, tutti gli alimenti che contengano una percentuale significativa di zuccheri aggiunti. Le aziende che inseriscono zuccheri in quantità elevata anche in prodotti dove potrebbero farne a meno al solo fine di creare una dipendenza nel consumatore o di mascherare una scarsa qualità degli altri ingredienti, dovrebbero essere sanzionate pesantemente. Le compagnie assicurative potrebbero studiare delle penali importanti per chi fa uso smodato di zucchero, un po’ come succede già oggi per i fumatori.

Tratto da: Il Fatto Alimentare, Roberto La Pira, 08 novembre 2018