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Carne rossa, con il consumo eccessivo arrivano i rischi

Il tema degli effetti sulla salute del consumo in eccesso di carne rossa si arricchisce di una nuova pagina. Troppa carne rossa fa aumentare i livelli di un composto prodotto dai batteri intestinali associato a un maggior rischio di aterosclerosi e malattia cardiaca. È quanto hanno osservato dei ricercatori della Cleveland Clinic (Stati Uniti) in uno studio pubblicato su European Heart Journal.

Il composto al centro dell'analisi dei ricercatori è la trimetilammina N-ossido (TMAO), una sostanza che si forma per azione del microbioma intestinale e che contribuisce allo sviluppo della malattia cardiaca e di eventi avversi come infarto e ictus: “Seguire una dieta ricca in carne rossa aumenta significativamente i livelli di TMAO di almeno due-tre volte rispetto a una dieta con carne bianca o con proteine di origine vegetale”, sottolinea Stanley Hazen, autore principale dello studio.

Di fronte al crescente numero di evidenze scientifiche che suggeriscono questo legame fra TMAO e l'insorgenza delle malattie cardiovascolari – si legge nella ricerca – c'è interesse a sviluppare degli interventi terapeutici che possano ridurre i livelli di TMAO; la variazione dell'alimentazione potrebbe essere uno di questi.

Reni meno efficienti

L'obiettivo dei ricercatori era quello di osservare l'impatto di diversi regimi alimentari sulla formazione del TMAO e sulla funzione renale. Due sostanze sono coinvolte nella produzione di TMAO: la colina, una sostanza presente ad esempio nel tuorlo d'uovo, e la carnitina, che si trova in particolare nella carne rossa. La formazione di questo composto avviene nel tratto gastrointestinale e la sua natura è aterogenica, cioè contribuisce alla formazione di placche nelle pareti interne delle arterie. Livelli elevati di TMAO nel sangue – ricordano gli autori dello studio – sono osservati in soggetti a rischio di sviluppare malattia cardiovascolare.

Allo studio hanno preso parte 113 soggetti, 44 di sesso maschile e 69 di sesso femminile, dai 21 ai 65 anni di età. Casualmente sono stati assegnati a un ciclo di tre diete con lo stesso apporto calorico (il 25% delle calorie era fornito dalle proteine): una ricca di carne rossa (circa due porzioni al giorno), una con carne bianca e l'altra vegetariana, con proteine da alimenti vegetali. Le diete sono state seguite per quattro settimane con intervalli variabili da due a sette settimane durante le quali i partecipanti hanno mangiato come da abitudine. I livelli di TMAO nel sangue e nelle urine sono stati quantificati alla fine di ogni periodo di dieta.

Diete su misura per definire i livelli di TMAO?

A seguito del consumo di carne rossa i ricercatori si aspettavano un aumento dei livelli di TMAO ma non nella misura rilevata nello studio. Mangiare troppa carne rossa aveva inoltre comportato un incremento di questa sostanza in associazione alla carnitina e non alla colina. Infine l'aumento dei livelli di TMAO erano correlati a una significativa riduzione dell'efficienza renale nell'eliminare il composto. Con le diete a base di carne bianca o proteine vegetali – aggiungono i ricercatori – la formazione di TMAO da parte del microbioma intestinale era stata soppressa e la funzione dei reni migliorata.

Lo stop alla carne rossa ha fornito ulteriori dati. Nel giro di quattro settimane, infatti, è stato osservato un calo di TMAO nel sangue. I suoi livelli sono dunque modificabili: “Possiamo usare il livello di TMAO per aiutare a personalizzare le scelte alimentari e capire, nel singolo, quando il consumo di carne è troppo e come cercare di ridurre tale livello, allo stesso modo di come si fa con i livelli di colesterolo, trigliceridi o glucosio a fronte di determinate scelte alimentari”, conclude Hazen.

Tratto da: IL Sole 24 Ore Salute, Vito Miraglia, 30 dicembre 2018