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Una decisione ogni 28 minuti. La difficile vita dei diabetici per adattare la terapia alla vita di tutti i giorni

Alimentazione, attività fisica, gestione della terapia. La giornata delle persone affette con diabete è fatta di innumerevoli scelte: quanta insulina somministrare? Ho fatto uno spuntino, come dovrò adattare il pranzo? Cammino da più di un’ora: la glicemia sarà scesa troppo?

E molte molte altre, tanto che una persona con diabete spende circa 1 ora al giorno nel prendere decisioni in merito alla cura della propria malattia, gestendo il tutto quasi sempre da sola.

Il diabete richiede anche una rigorosa autogestione, assorbe molta energia e mette a dura prova ogni persona che vive con questa malattia. Ma big data, algoritmi intelligenti e progressi tecnologici possono facilitare e migliorare tutto questo.

Nonostante ciò, le sfide sono ancora numerose e sono attribuibili a quella che viene definita inerzia clinica, che comprende fattori attribuibili ai pazienti, ai medici e al sistema assistenziale in generale.

Secondo lo studio GUIDANCE, un’indagine compiuta in otto Paesi europei, tra cui l’Italia, questa inerzia clinica porta solo 1 persona con diabete su 2 a raggiungere valori di emoglobina glicata (HbA1c) inferiori al 7 per cento, considerata la soglia di buon controllo, e solo il 6,5 per cento delle persone ottiene contemporaneamente i target di cura per HbA1c, pressione arteriosa e colesterolo LDL, due tra le condizioni più frequentemente associate al diabete di tipo 2.

«L'accesso a grandi quantità di dati real-world, l'uso di algoritmi intelligenti e le analisi predittive, offrono un enorme potenziale che ci aiuta a comprendere meglio gli effetti della terapia e dello stile di vita nella gestione quotidiana del diabete, creando così solide basi per una decisione terapeutica informata», commenta Lars Böhm, Healthcare and Life Sciences Consulting Leader di IBM Services a margine dell'Advanced Technologies & Treatments for Diabetes tenutosi nei giorni scorsi a Berlino.

Le soluzioni integrate per la gestione del diabete comprendono nuovi modi di far interagire dispositivi innovativi per il monitoraggio del glucosio, per la somministrazione di insulina e le soluzioni di Digital Health attraverso un approccio olistico alla gestione della terapia. Questo sistema è stato progettato per identificare più facilmente quanto i fattori di rischio, il monitoraggio della terapia, la dieta e il cambiamento dello stile di vita incidano sul controllo glicemico. Rappresenta un nuovo modo di rispondere ad alcune delle sfide più urgenti delle persone con diabete, dei loro caregiver e dei sistemi sanitari.

«Stiamo ampliando il nostro ecosistema aperto per la gestione del diabete, coinvolgendo tutte le parti interessate dal processo di cura e utilizzando le tecnologie più all’avanguardia», afferma Marcel Gmuender, Global Head di Roche Diabetes Care tra i maggiori produttori di sensori impiantabili sottocute per il monitoraggio continuo del glucosio e soluzioni per la gestione dei dati da esso derivati che possono essere di aiuto per le persone con diabete e i loro medici. «Siamo allo stesso tempo in grado di fornire soluzioni terapeutiche personalizzate che migliorano i risultati clinici, di garantire la sostenibilità dei sistemi sanitari e di migliorare l’assistenza e la qualità della vita delle persone con diabete».

«La possibilità di disporre dei dati clinici è fondamentale perché aiuta a individuare schemi o problemi non prevedibili nel regime terapeutico e offre enormi benefici specialmente nell'interazione medico-paziente. Permette, infatti, di affrontare preventivamente i rischi e le sfide terapeutiche, aumentando la consapevolezza e motivazione dei pazienti oltre a ridurre il rischio di complicanze a lungo termine», ha aggiunto Oliver Schnell, dell’Università Ludwig-Maximilian di Monaco in Germania. «Ma i dati non bastano. Bisogna raccoglierli e analizzarli in modo strutturato per sfruttare appieno il loro potenziale».

Tratto da: Healthdesk, 20 febbraio 2019