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L'automonitoraggio della glicemia nel diabete di tipo 2 č ancora sottoutilizzato

Uno studio pubblicato su Acta Diabetologica sostiene che esiste un bisogno urgente di migliorare l'automonitoraggio della glicemia nelle persone affette da diabete di tipo 2. «L'automonitoraggio glicemico è sottoutilizzato dai pazienti con diabete mellito di tipo 2, siano essi trattati con insulina oppure no» afferma l'autrice principale Maria Chiara Rossi, del Coresearch di Pescara, aggiungendo che, tra le diverse misurazioni possibili è il valore di glicemia a digiuno a essere più raramente valutato. I ricercatori sono arrivati a questa conclusione grazie a uno studio che ha coinvolto più di 13.300 pazienti di 21 centri italiani e aveva lo scopo di valutare il reale uso dell'automonitoraggio della glicemia, nel corso di un'iniziativa di miglioramento continuo della qualità degli annali AMD. Lo studio ha mostrato che i pazienti non trattati con insulina eseguivano tra le 15 e le 23 misurazioni mensili. Nel caso di pazienti con regimi terapeutici che includevano insulina, si è visto che i test eseguiti erano circa 32 al mese per paziente nel gruppo che usava insulina basale, mentre erano 53-58 al mese nel caso di pazienti che facevano uso di insulina basale e a breve termine. Gli autori hanno evidenziato che la glicemia post-prandiale era la meno monitorata, mentre quella a digiuno prima di colazione rappresentava circa il 50% di tutte le misurazioni. Attraverso un'analisi delle cartelle cliniche elettroniche, i ricercatori hanno evidenziato elevati valori di glicemia: oltre 130 mg/dl di glicemia a digiuno nel 49,3-88,3% dei casi, a seconda dei regimi di trattamento, e oltre 140 mg/dl di glicemia post-prandiale nel 46,7-81%. Inoltre, il 5,7-32,7% dei pazienti aveva avuto almeno un episodio di ipoglicemia (<70 mg/dl), mentre il 3,7-47,7% almeno uno di iperglicemia (>300 mg/dl). «Lo scarso controllo metabolico e i tassi di iper- e ipoglicemia meritano considerazione in tutti i gruppi di trattamento» concludono gli autori sottolineando così l'importanza dell'automonitoraggio del glucosio per i pazienti con diabete di tipo 2.

Acta Diabetol. 2018. doi: 10.1007/s00592-018-1186-z

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30062588

Tratto da: Diabetologia33, 10 aprile 2019