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Pubblicate le linee guida sul monitoraggio continuo del glucosio nel diabete

Durante i lavori del 79mo Congresso dell'American Diabetes Association (ADA) svoltosi dal 7 all'11 giugno a San Francisco sono state presentate le nuove linee guida per il monitoraggio continuo del glucosio (CGM), contemporaneamente pubblicate su Diabetes Care. Il documento è stato approvato dall'ADA, dall'American Association of Clinical Endocrinologists (AACE), dall'American Association of Diabetes Educators (AADE), dall'Associazione europea per lo studio del diabete (EASD), dalla Fondazione di infermieri europei nel diabete, dalla International Society for Pediatric and Adolescent Diabetes (JDRF) e dalla Pediatric Endocrine Society. «Nonostante la sua graduale diffusione, l'uso del CGM nella pratica clinica resta basso, e il controllo glicemico subottimale. Ciò dipende, in parte, dalla mancanza di obiettivi chiari e concordati per questo nuovo modo di monitorare il diabete», dice il primo autore Tadej Battelino, capo del dipartimento di endocrinologia pediatrica e adolescenziale presso il Centro medico dell'Università di Lubiana, Slovenia, aggiungendo che il CGM ha in sé il potenziale per trasformare la cura del diabete. «L'utilizzo di obiettivi glicemici chiari, facili da comprendere e ampiamente concordati influenzerà in modo positivo la prognosi del diabete a breve e lungo termine, specie se compresi e adottati dai pazienti» scrivono i ricercatori che, tra l'altro, raccomandano un intervallo glicemico ottimale di 70-180 mg/dL nei diabetici di tipo 1 e tipo 2 e di 63-140 mg/dL in gravidanza. Il documento suggerisce anche obiettivi CGM conservativi per i diabetici più anziani oppure ad alto rischio, con particolare attenzione a ridurre il tempo trascorso sotto i 70 mg/dL e a prevenire l'eccessiva iperglicemia. Gli autori hanno anche sottolineato che un modo importante per tradurre i nuovi parametri CGM nella pratica clinica è implementare report standard, tra cui il profilo glicemico ambulatoriale (Report AGP). «Questi obiettivi standardizzati di CGM saranno fondamentali per migliorare l'assistenza alle persone con diabete. In un contesto di pratica clinica, il tempo trascorso negli intervalli individuati dovrebbe essere parte integrante del monitoraggio e della terapia del diabete, come già lo sono i livelli di emoglobina glicata (HbA1c)» conclude Battelino.

Diabetes Care. 2019. doi: 10.2337/dci19-0028

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31177185

Tratto da: Diabetologia33, 10 luglio 2019