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Cancro del pancreas, dispositivo che eroga campi elettrici approvato da Fda. Aumenta la sopravvivenza

Data di pubblicazione: 15/02/2026

Dopo quasi trent'anni di attesa per una nuova terapia autorizzata in questo specifico ambito, la Food and Drug Administration (Fda) ha dato il via libera a Optune Pax. Si tratta del primo dispositivo a campi elettrici alternati, noti come Tumor Treating Fields (TTFields), indicato per il trattamento del carcinoma pancreatico localmente avanzato.

Il sistema, sviluppato dall'azienda Novocure, consiste in un dispositivo indossabile che eroga campi elettrici a livello addominale. Questa tecnologia è progettata per interferire con la capacità delle cellule tumorali di dividersi e proliferare, mantenendo al contempo un impatto molto limitato sui tessuti sani circostanti. L'indicazione clinica ne prevede l'utilizzo in combinazione con la chemioterapia standard a base di gemcitabina e nab-paclitaxel, sfruttando la portabilità del sistema per garantire un trattamento continuo.

Il bisogno clinico

L’urgenza di nuove opzioni terapeutiche è sottolineata dai numeri drammatici forniti dal National Cancer Institute. Lo scorso anno, negli Stati Uniti, si sono registrati circa 67.440 nuovi casi di tumore al pancreas e quasi 52.000 decessi, a testimonianza di quanto questa patologia rimanga una delle più letali. Sebbene la FDA avesse già approvato l'uso dei TTFields per il glioblastoma, il mesotelioma e il tumore al polmone non a piccole cellule, l'estensione al carcinoma pancreatico rappresenta un traguardo fondamentale per una malattia storicamente resistente a molti approcci innovativi.

I dati dello studio PANOVA-3

Le fondamenta di questa approvazione risiedono nello studio registrativo di fase III PANOVA-3. La ricerca ha messo a confronto l'efficacia della sola chemioterapia standard rispetto alla combinazione con i campi elettrici. I risultati hanno mostrato un incremento della sopravvivenza globale, che è passata dai 14,2 mesi del gruppo di controllo ai 16,2 mesi dei pazienti che utilizzavano il dispositivo. Anche la sopravvivenza a un anno ha registrato un aumento significativo, salendo dal 60,2% al 68,1%. Oltre ai dati sulla longevità, lo studio ha evidenziato un impatto cruciale sulla qualità della vita: il tempo prima che il dolore progredisse è stato di 15,2 mesi con l'uso dei TTFields, contro i soli 9,1 mesi registrati senza il dispositivo, un parametro vitale in una patologia dove il controllo dei sintomi è prioritario.

Profilo di sicurezza

Sotto il profilo della tollerabilità, il trial ha evidenziato che circa il 76% dei pazienti trattati ha riportato reazioni cutanee legate al contatto con il dispositivo, come eritemi, prurito o irritazioni. Tuttavia, la stragrande maggioranza di questi eventi è stata di entità lieve o moderata, mentre le complicanze più serie hanno riguardato solo il 7,7% dei casi. Un dettaglio tecnico rilevante, segnalato dalla stessa FDA, è che i parametri del dispositivo sono preimpostati e non possono essere modificati né dal paziente né dal medico curante, garantendo così una somministrazione costante e sicura della terapia.

Il meccanismo d’azione: interferenza fisica con la mitosi

Il funzionamento dei TTFields non è di natura termica né ablativa, ma si basa su un principio di interferenza fisica durante la divisione cellulare. Il dispositivo genera campi elettrici a bassa intensità che disturbano l'orientamento delle molecole polari, come la tubulina, impedendo il corretto assemblaggio del fuso mitotico necessario alla segregazione dei cromosomi. Questo disordine strutturale induce nelle cellule tumorali, che si dividono in modo frenetico, una instabilità che le porta inevitabilmente alla morte per catastrofe mitotica o apoptosi. Al contrario, le cellule normali godono di una sorta di protezione naturale, poiché la loro replicazione meno frequente le rende meno vulnerabili all'azione elettrica.

Inserimento nella patogenesi del carcinoma pancreatico

La biologia del carcinoma pancreatico, caratterizzata da un'aggressiva replicazione e da un microambiente complesso, lo rende un bersaglio ideale per questa tecnologia. Mentre la chemioterapia attacca il tumore attraverso meccanismi biochimici che danneggiano il DNA, i TTFields agiscono con un approccio biofisico complementare. Questa sinergia permette di amplificare lo stress replicativo a cui è sottoposta la cellula maligna: da un lato la chimica distrugge le basi vitali della cellula, dall'altro l'elettricità ne sabota l'organizzazione meccanica durante la divisione.

Un possibile cambio di paradigma?

In un panorama oncologico dove i progressi sono stati spesso lenti e incrementali, l'introduzione di una terapia non invasiva che non aggiunge tossicità sistemica potrebbe cambiare radicalmente la pratica clinica. La vera sfida ora si sposta sull'adozione di questo strumento su larga scala e sulla sua integrazione nei protocolli multidisciplinari. Se i risultati del mondo reale confermeranno quanto visto nei trial, potremmo trovarci di fronte a un'evoluzione significativa nel modo in cui medici e pazienti affrontano una delle neoplasie più difficili del nostro tempo.

Tratto da: Pharmastar, 14 febbraio 2026


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