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Patente: sinonimo di libertà e indipendenza

La prima patente non si scorda mai. E riprenderla- nel mio caso – a 26 anni dopo un incidente in moto che ti ha tolto per sempre la mobilità inferiore ha significato recuperare un pezzo importante della mia vita. Per me, come per tante persone con disabilità, la patente B speciale (così si chiama la versione per i portatori di disabilità) ha lo stesso sapore di libertà di quella consegnata ai diciottenni. Quel gusto unico di sentirsi autonomi e indipendenti, anche se poi magari si utilizzerà la macchina per brevi spostamenti cittadini. Perché per chi soffre di una disabilità l’auto è qualcosa di più di un semplice veicolo a motore: rappresenta le ali di chi vuole riprendere il volo della vita.

Lo racconta bene Giusy Versace, 33enne, figlia di Alfredo cugino di Donatella e Gianni Versace che in un incidente automobilistico avvenuto sulla Salerno-Reggio Calabria ha perso entrambi gli arti inferiori. «Quando mi sono svegliata sapevo di aver perso le gambe», racconta Giusy a Quattroruote «ma ero felice di essere viva. E’ stata dura, ci ho messo un anno e mezzo a riprendere a camminare (grazie alle protesi n.d.r.)». Appena uscita dall’ospedale di Vigorso di Budrio (Bo), Giusy ha ripreso la patente perché spiega «l’auto è sinonimo di libertà, non averla e dipendere dagli altri è il vero handicap».

Ecco perché è importante l’iniziativaUnascAbile (acronimo di Unasca insieme al diversamente abile) che vede la Fish (Federazione italiana superamento handicap) collaborare con l’Unione nazionale autoscuole e il centro studi Cesare Ferrari per avvicinare consulenti automobilistici e istruttori di guida al mondo della disabilità. I moderni ausili, dall’acceleratore a cerchiello ai comandi al volante, hanno abbattuto le barriere per la guida, ma non le barriere culturali che relegavano la possibilità di conseguire la patente B speciale a poche autoscuole. Ora forse l’iniziativa UnascAbile farà un po’ di piazza pulita anche di queste limitazioni sociali.

A dimostrazione che molto è possibile ci sono poi i corsi di guida sicura Safe Drive Horganizzati da Asc e realizzati a Vairano (Pv) e quelli ben più impegnativi di guida in fuoristrada che si tengono al Ciocco in provincia di Lucca. In quest’ultimo caso a guidare le lezioni è Gianluca Tassi, ex campione di enduro e pilota con disabilità dal 2003, che ha deciso di portare la sua disabilità e la sua perizia di pilota alla Dakar. A gennaio 2013 infatti Tassi si lancerà a capofitto nella massacrante gara che si svolge da qualche anno tra Cile e Argentina. Perché? Un po’ per sfidare i propri limiti, un po’ per dimostrare ancora una volta che – come si legge nello slogan che lo accompagna – «la volontà non ha limiti».


 

Fonte: corriere.it