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Bambini. Il sovrappeso aumenta il rischio di asma

Anche per i bambini, come per gli adulti, sovrappeso e obesità incrementano il rischio di sviluppare asma. L’evidenza arriva da uno studio USA che ha osservato, per una media di 4 anni, 500 mila ragazzi tra i due e i 17 anni.

Bambini e adolescenti in sovrappeso o obesi hanno maggiori probabilità di sviluppare asma. Il dato arriva da uno studio USA che ha coinvolto più di 500 mila tra bambini e adolescenti. Già alcuni studi avevano acceso i riflettori sul rapporto tra obesità e asma negli adulti. Per quanto riguarda i ragazzi, invece, ad oggi le evidenze degli studi sono state contrastanti.

Lo studio. Jason Lang e colleghi, della Duke University School of Medicine di Durham, in North Carolina, hanno osservato questo ampio campione per un media di quattro anni. I ragazzi avevano un’età compresa tra i 2 e i 17 anni. Circa l’8% dei partecipanti allo studio aveva ricevuto una diagnosi di asma.

Rispetto ai bambini con un peso normale, quelli in sovrappeso presentavano il 17% in più delle probabilità di avere una diagnosi di asma e quelli obesi il 26% in più.

Quando i ricercatori hanno esaminato la correlazione tra asma e obesità anche sulla base della spirometria, il legame si è dimostrato più forte. L’obesità è stata associata a un rischio aumentato del 29% di asma sulla base dei criteri diagnostici più rigidi.

I commenti. “Lo studio non è stato concepito per dimostrare se o come il sovrappeso potrebbe direttamente causare l’asma, ma i risultati offrono alcune evidenze, ad oggi tra le più convincenti, che esiste una connessione”, dice Jason Lang. ”Alcuni studiosi hanno ipotizzato che una crescita anomala dei polmoni associata all’obesità produca un’ostruzione del flusso dell’aria”, ha aggiunto. “Diversi studi hanno mostrato che i sintomi asmatici migliorano con il dimagrimento, ma il meccanismo alla base è ignoto”. I ricercatori hanno stimato che dal 23 al 27% di nuovi casi di asma nei bambini potrebbero essere direttamente attribuibili all’obesità.

Fonte: Pediatrics 2018

Tratto da: Quotidiano Sanità, Lisa Rapaport, 28 novembre 2018