5permille

Diabete, l'appello dei medici: permettere a tutti i pazienti accesso a terapie

I medici lanciano l'appello per garantire a tutti l'accesso ai farmaci che riducono la mortalità, le complicanze cardiovascolari, le ipoglicemie e migliorano la qualità della vita. L'appello arriva dai diabetologi Amd e Sid, dai medici di famiglia di Fimmg e Simg e dalle associazioni delle persone con diabete, Diabete Italia e Fand «La prima prescrizione di questi farmaci - sottolineano - è permessa solo agli specialisti diabetologi, creando una situazione di discriminazione tra i diversi pazienti inaccettabile per un paese civile. Le liste d'attesa per l'accesso alle visite specialistiche si allungano, i diabetologi vedono svilita la loro professionalità consumando spesso il tempo di una visita per la sola ripetizione della prescrizione, i medici di famiglia sono sempre più demotivati per non poter prescrivere il farmaco più giusto per il proprio paziente (a differenza dei loro colleghi di tutta Europa), pazienti più che curati burocratizzati che chiedono alle proprie associazioni di fare qualcosa e presto». «È necessario e urgente» chiedono i firmatari al Ministro Giulia Grillo e all'Assessore Antonio Saitta, Coordinatore Commissione Salute della Conferenza delle Regioni «l'istituzione immediata di un tavolo di confronto tra Medici di Famiglia, Specialisti, Pazienti e AIFA: i diabetici italiani non sono europei di serie B, allo scopo di portare a compimento il lavoro bloccato in AIFA su piani terapeutici e integrazione digitale tra diabetologi e medici di famiglia». L'evoluzione di una presa in carico a quattro mani, tra Diabetologi e Medici di famiglia, sulla prescrizione dei cosiddetti "farmaci innovativi", molti dei quali ormai vicini alla scadenza di brevetto, rappresenta la base su cui costruire quei modelli di relazione assistenziale tra i soggetti diversi per formazione e contrattualità responsabili della continuità assistenziale fondamentale per questi pazienti. «Va risolta, e rapidamente, una situazione che vede, inspiegabilmente i nostri concittadini privati nella sostanza di un diritto garantito alla più parte dei cittadini dell'Unione oltretutto nel totale silenzio dell'Aifa negli ultimi mesi».

Tratto da: Doctor33, 20 febbraio 2019