Una nuova formulazione sperimentale di insulina rapida che veicola selettivamente il farmaco al fegato potrebbe rappresentare un importante passo avanti nel trattamento del diabete di tipo 1. I risultati dello studio di fase 2b OPTI-2, presentati al congresso ADA 2026, mostrano infatti che l'insulina HDV-LIS (hepatic-directed vesicle insulin lispro) riduce in modo significativo gli episodi di ipoglicemia rispetto all'insulina lispro convenzionale, mantenendo un controllo glicemico sovrapponibile.
Un'insulina che ricrea il percorso naturale dell'ormone
L'HDV-LIS, sviluppata da Diasome Pharmaceuticals, è una formulazione innovativa di insulina lispro che, grazie a una speciale matrice fosfolipidica, indirizza preferenzialmente l'insulina verso il fegato.
Nelle persone senza diabete, l'insulina prodotta dal pancreas raggiunge il fegato come primo organo attraverso la vena porta. Qui favorisce l'ingresso del glucosio nelle cellule epatiche e la sua trasformazione in glicogeno, la principale riserva energetica dell'organismo. Quando la glicemia si abbassa, il fegato può rapidamente riconvertire il glicogeno in glucosio e rilasciarlo nel sangue, contribuendo a prevenire l'ipoglicemia.
Con le insuline somministrate per via sottocutanea questo meccanismo fisiologico viene in parte perso: il farmaco raggiunge dapprima muscoli e tessuto adiposo e solo successivamente il fegato, che riceve quindi una quota relativamente minore di insulina.
L'obiettivo dell'HDV-LIS è proprio quello di ripristinare questa distribuzione fisiologica, aumentando l'azione dell'insulina a livello epatico e favorendo la formazione di riserve di glicogeno che possono essere mobilizzate quando la glicemia si riduce. Secondo Klara Rachel Klein, responsabile dello studio, questo meccanismo potrebbe spiegare la riduzione degli episodi di ipoglicemia osservata nello studio.
Lo studio OPTI-2
Lo studio randomizzato, in doppio cieco, ha coinvolto 226 adulti con diabete di tipo 1, trattati con terapia multi-iniettiva utilizzando insulina degludec come basale e monitoraggio continuo della glicemia mediante sensore Dexcom G7.
I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere HDV-LIS oppure insulina lispro standard.
Lo studio prevedeva una fase di ottimizzazione della dose di 12 settimane seguita da un periodo di mantenimento di 13 settimane.
L'endpoint primario combinava il mantenimento dell'efficacia sul controllo glicemico con una riduzione degli episodi di ipoglicemia.
Controllo glicemico equivalente
La nuova formulazione ha dimostrato di mantenere un'efficacia sovrapponibile alla lispro tradizionale.
Dopo 12 settimane l'HbA1c si è ridotta di:
• 0,34% con HDV-LIS;
• 0,42% con lispro standard.
Anche a 25 settimane le riduzioni sono rimaste comparabili (-0,31% vs -0,38%), soddisfacendo il criterio di non inferiorità richiesto dalla FDA.
Meno ipoglicemie, soprattutto durante il giorno
Il vantaggio principale è emerso sul fronte della sicurezza.
Durante il periodo di mantenimento, HDV-LIS ha determinato:
• 28% di riduzione degli episodi di ipoglicemia di livello 2 (<54 mg/dL) nelle 24 ore;
• 33% di riduzione delle ipoglicemie diurne;
• 28% di riduzione del tempo trascorso sotto i 54 mg/dL;
• 32% di riduzione del tempo in ipoglicemia durante il giorno;
• 36% di riduzione degli episodi prolungati di ipoglicemia.
Nel complesso, l'incidenza delle ipoglicemie di livello 2 è risultata inferiore del 25% rispetto alla lispro convenzionale.
Un dato particolarmente interessante riguarda le ipoglicemie gravi: nessun episodio di livello 3, cioè richiedente l'intervento di un'altra persona, è stato registrato nel gruppo HDV-LIS, contro cinque casi osservati con la lispro standard.
Profilo di sicurezza favorevole
Gli eventi avversi complessivi sono risultati simili nei due gruppi.
Gli eventi avversi gravi correlati al trattamento sono stati meno frequenti con HDV-LIS (0,9% contro 7,0%).
Non sono stati osservati casi di chetoacidosi diabetica, decessi o segnali di tossicità epatica clinicamente rilevanti, un aspetto particolarmente importante considerando il meccanismo d'azione della nuova formulazione.
Verso la fase 3
Sulla base di questi risultati è già prevista l'avvio di uno studio registrativo di fase 3.
Secondo gli sperimentatori, HDV-LIS potrebbe consentire di separare, almeno in parte, il controllo della glicemia dal rischio di ipoglicemia, uno dei principali limiti della terapia insulinica nel diabete di tipo 1.
Perché questo studio è importante
L'ipoglicemia rappresenta ancora oggi uno dei principali ostacoli al raggiungimento di un controllo glicemico ottimale nel diabete di tipo 1. Nonostante i grandi progressi ottenuti con sensori per il monitoraggio continuo della glicemia, microinfusori e sistemi automatizzati, il timore delle ipoglicemie continua a limitare l'intensificazione della terapia insulinica. Lo studio OPTI-2 introduce un approccio completamente nuovo: anziché modificare la tecnologia di somministrazione, cerca di rendere l'insulina più fisiologica, indirizzandola preferenzialmente al fegato, come avviene nelle persone senza diabete. Se questi risultati saranno confermati nello studio di fase 3, potrebbe aprirsi una nuova generazione di insuline "epato-selettive", capaci di mantenere un efficace controllo metabolico riducendo il rischio di ipoglicemia e migliorando la qualità di vita delle persone con diabete di tipo 1.
Riferimento bibliografico
Klein KR, et al. OPTI-2: Phase 2b trial of hepatic-directed vesicle insulin lispro in adults with type 1 diabetes. Presentato alle American Diabetes Association (ADA) Scientific Sessions 2026, New Orleans, giugno 2026.
Tratto da: Pharmastar, 13 luglio 2026