Una revisione sistematica con meta-analisi degli studi osservazionali non evidenzia un aumento del rischio di complicanze oculari nei pazienti trattati con agonisti del recettore GLP-1 rispetto ad altre terapie antidiabetiche. Gli autori invitano comunque alla cautela sulla semaglutide e sottolineano la necessità di ulteriori studi.
Gli agonisti del recettore Glp-1 non risultano associati a un aumento del rischio di retinopatia diabetica, glaucoma o neuropatia ottica ischemica anteriore non arteritica (Naion) rispetto ad altre terapie antidiabetiche. È quanto emerge da una revisione sistematica con meta-analisi pubblicata su Frontiers in Pharmacology, che fa il punto sulle evidenze disponibili dopo le segnalazioni emerse negli ultimi mesi, in particolare in relazione alla semaglutide e al recente parere del PRAC dell'Agenzia europea per i medicinali, che ha classificato la Naion come effetto indesiderato molto raro dei medicinali contenenti il principio attivo.
Le evidenze disponibili non mostrano un incremento del rischio
Per valutare il profilo di sicurezza oculare di questa classe di farmaci, gli autori hanno analizzato gli studi osservazionali condotti in pazienti con diabete di tipo 2 e, in alcuni casi, in soggetti con sovrappeso o obesità trattati con agonisti del recettore Glp-1. Nel complesso, i risultati non hanno evidenziato differenze significative rispetto ad altre terapie antidiabetiche né nell'insorgenza di nuovi casi di retinopatia diabetica, né nella progressione della patologia retinica, né nel rischio di sviluppare NAION.
Gli stessi autori invitano, tuttavia, a interpretare questi dati con cautela. In alcune analisi di sensibilità, infatti, il rischio associato alla semaglutide è risultato più elevato, suggerendo la necessità di ulteriori approfondimenti. Non a caso, nel 2025, il Comitato di valutazione dei rischi per la farmacovigilanza dell'Agenzia europea dei medicinali (PRAC) ha concluso che la Naion rappresenta un effetto indesiderato molto raro dei medicinali contenenti semaglutide.
Oltre a non evidenziare segnali di rischio particolarmente preoccupanti, la revisione richiama l'attenzione anche su un aspetto meno noto. Alcuni studi suggeriscono infatti che gli agonisti del recettore Glp-1 potrebbero esercitare effetti neuroprotettivi a livello retinico e contribuire a ridurre il rischio di glaucoma, grazie a proprietà antinfiammatorie e di protezione neuronale osservate in modelli sperimentali. Si tratta di evidenze ancora preliminari, che richiedono conferme cliniche, ma che aprono prospettive di ricerca interessanti per il futuro.
Il ruolo del farmacista nell'informazione al paziente
Le richieste di chiarimento sui possibili effetti oculari dei Glp-1 sono sempre più frequenti in farmacia, soprattutto da parte dei pazienti in trattamento con semaglutide. Le evidenze oggi disponibili consentono di rassicurare sull'assenza di un aumento generalizzato del rischio di complicanze oculari associate a questa classe di farmaci, pur senza abbassare il livello di attenzione. È quindi importante ricordare ai pazienti con diabete l'importanza dei controlli oculistici periodici, in particolare in presenza di una lunga storia di malattia o di una retinopatia diabetica già diagnosticata. Allo stesso modo, la comparsa improvvisa di disturbi visivi, alterazioni del campo visivo o un rapido peggioramento della vista deve essere prontamente segnalata al medico curante o allo specialista. In quest'ottica, il farmacista può svolgere un ruolo fondamentale nel fornire informazioni corrette, contrastare timori non supportati dalle evidenze e favorire l'aderenza ai programmi di monitoraggio raccomandati.
Fonte:
Front. Pharmacol. 17:1808359. doi: 10.3389/fphar.2026.1808359
Tratto da: Farmacista33, Paolo Levantino - Farmacista clinico, 06 luglio 2026