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Diabete, nuove linee guida Ada 2026. Ecco cosa cambia

Data di pubblicazione: 18/03/2026

L’ADA pubblica gli Standards of Care 2026: tecnologia precoce, GLP-1 nel diabete di tipo 1 e nuovi target perioperatori tra le novità più rilevanti per il clinico.

L'American Diabetes Association ha rilasciato gli Standards of Care in Diabetes 2026, aggiornamento annuale delle linee guida evidence-based per la diagnosi e la gestione del diabete e del prediabete, con alcune revisioni che meritano attenzione particolare anche da parte dei clinici europei e italiani.

I piani di intervento sullo stile di vita che includono dieta, attività fisica e altri comportamenti salutari dovrebbero puntare a una perdita di peso del 5-7% del peso corporeo basale con la farmacoterapia che dovrebbe essere individualizzato bilanciando tollerabilità, efficacia e benefici. Sul versante nutrizionale, la dieta mediterranea e quella a basso contenuto di carboidrati sono indicate come quelle con le migliori evidenze per prevenire o ritardare l'insorgenza del diabete di tipo 2 nelle persone ad alto rischio.

La svolta più significativa riguarda la democratizzazione della tecnologia. Il monitoraggio glicemico continuo (CGM) e i sistemi di erogazione automatica dell'insulina (AID) dovrebbero essere considerati fin dall'esordio del diabete, incluso il momento della diagnosi. Viene inoltre specificato esplicitamente che non è richiesta la misurazione del C-peptide, la presenza di autoanticorpi pancreatici o una durata minima del trattamento insulinico prima di avviare un microinfusore o un sistema AID. Un cambio di paradigma rilevante per i diabetologi che si trovano a gestire pazienti neodiagnosticati: la tecnologia non è più un traguardo da raggiungere dopo anni di terapia, ma uno strumento da offrire fin dall'inizio.

L'uso del CGM è ora raccomandato anche nelle persone con diabete di tipo 2 in terapia con farmaci non insulinici che possono causare ipoglicemia, o in qualsiasi situazione in cui il monitoraggio continuo possa supportare la gestione glicemica.

Le indicazioni si ampliano anche sul fronte delle complicanze d'organo. I GLP-1 RA possono ora essere considerati nei pazienti con diabete di tipo 2 e malattia renale cronica, mentre nelle persone con diabete di tipo 2 e MASLD con obesità o sovrappeso è indicato valutare l'impiego di un GLP-1 RA con beneficio dimostrato per la MASH. Questi farmaci diventano inoltre il trattamento di scelta per il controllo glicemico in chi presenta MASH confermata alla biopsia o ad alto rischio di fibrosi epatica.

Una nuova sezione dedicata al trattamento dell'obesità nel diabete di tipo 1 è stata aggiunta alle linee guida: i GLP-1 RA e/o la chirurgia metabolica sono ora inclusi come opzioni terapeutiche per l'obesità in persone con diabete di tipo 1. Per i clinici abituati a considerare queste molecole come territorio esclusivo del tipo 2, si tratta di un'apertura concettuale importante, da maneggiare con attenzione per il rischio di chetoacidosi euglicemica.

I GLP-1 RA con evidenza di beneficio nell'insufficienza cardiaca sono stati anche aggiunti alla lista dei farmaci raccomandati per le persone con diabete di tipo 2, obesità e insufficienza cardiaca sintomatica con frazione di eiezione preservata, indipendentemente dall'HbA1c. Questi farmaci sono preferiti per il controllo glicemico anche in chi ha diabete di tipo 2 con MASH confermata alla biopsia o ad alto rischio di fibrosi epatica.

È raccomandato offrire lo screening per autoanticorpi (IA, GAD, IA-2 o ZnT8) per il diabete di tipo 1 presintomatico alle persone con familiarità per diabete di tipo 1 o con alto rischio genetico noto. In caso di positività per uno o più autoanticorpi insulari, il soggetto dovrebbe essere valutato per lo stadio 3 del diabete di tipo 1.

Per la prima volta le linee guida forniscono indicazioni quantitative per la gestione perioperatoria. Viene raccomandato un target di HbA1c inferiore all'8% entro tre mesi dall'intervento chirurgico elettivo e un range glicemico di 100-180 mg/dL durante il periodo perioperatorio. Un riferimento pratico atteso da molti anestesisti e chirurghi che operano in contesti ad alta comorbilità diabetica.

Infine, viene dedicato un capitolo allo screening della salute mentale e distress: il riferimento a uno specialista della salute comportamentale dovrebbe essere considerato quando il distress diabetico non viene adeguatamente affrontato durante la visita clinica.

La cura del diabete sta diventando sempre più globalmente uniforme e la maggior parte delle raccomandazioni è rilevante anche per gli operatori sanitari europei impegnati quotidianamente nella gestione di questa patologia.

Tratto da: Doctor33, 17 marzo 2026


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