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Morte cardiaca improvvisa: pubblicate dieci misure per migliorarne la prevenzione

Data di pubblicazione: 23/12/2016

Uno studio pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology and Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes elenca 10 misure di qualità stilate per aiutare i sistemi sanitari, gli organi legislativi, gli operatori sanitari, i pazienti, le famiglie e le comunità a prevenire la morte cardiaca improvvisa (Scd). «La Scd è una morte inaspettata a causa della improvvisa cessazione dell'attività cardiaca» esordisce Sana Al-Khatib, copresidente del comitato di esperti che ha redatto il documento e professore di medicina alla Duke University di Durham, in North Carolina, spiegando che molte delle morti improvvise potrebbero essere evitate dall'implementazione nella pratica quotidiana delle raccomandazioni preventive suggerite dalle linee guida. «Tuttavia, dato che la morte cardiaca improvvisa può verificarsi anche in persone apparentemente sane, un'accurata stratificazione del rischio non è realizzabile» scrivono gli autori, ricordando che anche quando un paziente sopravvive a un arresto cardiaco improvviso, l'evento acuto può avere un impatto devastante sulla sua qualità e durata della vita, imponendo alle famiglie un pesante onere assistenziale ed economico.

«Sebbene esistano linee guida per prevenire la morte cardiaca improvvisa, c'è un sottoutilizzo delle iniziative per la prevenzione della Scd» riprendeAl-Khatib. Da qui il documento redatto dagli esperti dell'American College of Cardiology e dell'American Heart Association. «Lo scopo del documento è di aiutare chi si occupa dell'argomento a migliorare sia la prevenzione della SCD sia l'assistenza a chi ha subito un arresto cardiaco improvviso» spiegano gli autori delle dieci misure di qualità, elencate di seguito.

  1. cessazione del fumo in pazienti che hanno subito un arresto cardiaco improvviso o un'aritmia ventricolare pericolosa per la vita, oppure sono a rischio di morte cardiaca improvvisa;
  2. screening per storia familiare di morte cardiaca improvvisa;
  3. screening per disfunzione ventricolare sinistra asintomatica tra gli individui con storia familiare di cardiomiopatia e morte cardiaca improvvisa;
  4. addestramento all'uso della rianimazione cardiopolmonare e del defibrillatore esterno automatico rivolto ai familiari dei pazienti ricoverati in ospedale con disturbi cardiaci noti per aumentare il rischio di arresto cardiaco improvviso;
  5. uso di defibrillatori impiantabili (Icd) per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa nei pazienti con insufficienza cardiaca e frazione di eiezione ridotta con aspettativa di vita di oltre un anno;
  6. terapia medica mirata alla prevenzione della morte cardiaca improvvisa nei pazienti con insufficienza cardiaca e ridotta frazione di eiezione;
  7. terapia medica per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa nei pazienti con infarto e frazione di eiezione ridotta;
  8. esclusione di cause reversibili di tachicardia o fibrillazione ventricolare prima dell'impianto di un ICD in prevenzione secondaria;
  9. informazioni complete ed esaurienti ai pazienti idonei all'impianto di Icd;
  10. informazioni ai parenti di primo grado dei sopravvissuti a un arresto cardiaco improvviso sulla necessità di uno screening, in quanto condizione ereditabile.

Circulation: Cardiovascular Quality and Outcomes. 2016.

doi:doi.org/10.1161/HCQ.0000000000000022

http://circoutcomes.ahajournals.org/content/early/2016/11/09/HCQ.0000000000000022

Tratto da: Doctornews, 23 dicembre 2016


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