Settanta istituzioni di 25 Stati membri dell'Unione Europea, unite per gestire al meglio le malattie croniche, problema con cui si confronta un europeo su quattro. Questi i numeri del progetto Chrodis - Joint Action on Chronic diseases, nato nel 2014 per mettere insieme le conoscenze per una gestione ottimale del paziente, i cui risultati parziali sono stati presentati a Roma. Ogni anno circa 700 miliardi di euro vengono spesi in Eu per il trattamento delle malattie croniche, dal diabete a malattie cardiovascolari, respiratorie, mentali, neurodegenerative. In un mondo che invecchia, ma dove le risorse sono sempre minori, ottimizzare la prevenzione e la gestione dell'assistenza diventa necessario. Nato proprio con questo obiettivo, il progetto Chrodis è stato articolato in una serie di gruppi di lavoro.
In particolare, la parte assegnata all'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) riguarda la gestione della comorbilità: ben 8 over65 su 10, infatti, ha più di una malattia cronica. Ne è emersa, dunque, la necessità di sostituire il “disease manager” (incaricato di gestire la singola malattia) con il “multimorbility case manager”, incaricato di «gestire il paziente nel suo complesso, non solo rispetto alla malattia da cui è affetto, ma guardando anche al sistema sociale in cui vive, alle risorse disponibili e al contesto di cura», spiega Federica Mammarella, illustrando i risultati del gruppo di lavoro Aifa. «Questa figura professionale - prosegue - inserita nel Servizio Sanitario Nazionale, può essere un medico, un infermiere o un operatore sociale e ha il compito di seguire la gestione del paziente in tutte le fasi dell'assistenza, dall'accesso alle strutture ospedaliere o alle Rsa fino alla gestione dei farmaci».
Tratto da: Doctor33, Rossella Gemma, 03 febbraio 2017