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Ibdo Foundation, “call to action” alla Camera per frenare l'epidemia di diabete e obesità

Data di pubblicazione: 07/04/2017

“Diabete e Obesità”. Questo il tema del 10° Report Ibdo (Italian diabetes & obesity barometer report) presentato alla Camera dei Deputati alla presenza dell'On. Daniela Sbrollini, Vice Presidente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità, Renato Lauro, presidente dell'Ibdo Foundation e Giuseppe Novelli, rettore dell'Università di Roma Tor Vergata. Si tratta di un volume che riporta dati e cifre relativi al diabete di tipo 2 in Italia e che nasce dalla collaborazione tra Ibdo Foundation e Istat, con il coinvolgimento, oltre del Ministero della Salute, di tutte le società scientifiche dell'area diabetologica, del metabolismo, dell'endocrinologia e dell'obesità e di vari altri importanti istituti. Tra i molti interventi che hanno analizzato specifici aspetti trattati nel rapporto, di rilievo è stato quello introduttivo di Domenico Cucinotta dell'Università degli Studi di Messina, direttore della Rete di Ricerca Amd (Associazione Medici Diabetologi) e, da due anni, coordinatore dell'Ibdo Report, del quale ha toccato i punti fondamentali. «L'obesità è un problema globale ed è una condizione molto diffusa nel mondo occidentale, dove interessa circa il 30% della popolazione generale. Inoltre è un fenomeno in costante crescita negli ultimi 20-30 anni» ha ricordato Cucinotta. «L'aspetto critico» ha precisato «è che è stata spesso sottovalutata e considerata più una condizione di tipo estetico e psicologico invece che una problematica di salute quale invece assolutamente è, in quanto associata a una serie di cronicità (quali, per esempio, asma, ictus, ipertensione) compreso il diabete di tipo 2».

In parallelo con la crescita dell'obesità, non certo casualmente, anche il diabete è un'emergenza globale, prosegue Cucinotta. «Anche questa è una condizione in crescita progressiva negli anni, in maniera apparentemente inarrestabile, con una prevalenza di circa il 7-8%. Esiste un'associazione stretta tra le due condizioni: dove aumenta l'obesità, là cresce il diabete di tipo 2 e chiaramente c'è un meccanismo comune per cui chi è obeso ha una maggiore predisposizione a sviluppare il diabete». Ciò - sottolinea Cucinotta - determina anche aggravi in termini di costi, non soltanto economici per i sistemi sanitari ma anche, e soprattutto, umani per la salute tramite le note conseguenze del diabete quali complicanze cardiovascolari, oculari, renali.

«Ci sono però strumenti per poter arrestare tale epidemia» ha rilevato «sia nell'ambito della prevenzione (in primo luogo combattendo l'obesità prima che quest'ultima porti al diabete), sia nel trattamento del diabete una volta che sia comparso, perché è ormai noto che una cura adeguata attraverso un attento controllo dell'emoglobina glicata in ogni caso si accompagna a una riduzione del rischio delle sue complicanze e quindi dei suoi esiti invalidanti». «Di rilievo» ha aggiunto Cucinotta «è poi la problematica relativa all'urbanizzazione, in quanto una delle osservazioni più interessanti degli ultimi anni riguarda l'associazione tra inurbamento nelle grandi metropoli (uno dei principali cambiamenti demografici del secolo scorso) e la crescita delle malattie degenerative croniche quali appunto obesità e diabete. Si è visto che la percentuale di persone affette da queste due condizioni che vivono in città è nettamente più alta di coloro che vivono in aree rurali. Uno degli attuali obiettivi della salute pubblica è infatti quello della “urban health”, basata sulla necessità di creare ambienti salubri anche nelle città». Cucinotta ha terminato con una “call to action”, ovvero una serie di punti che gli esperti della Ibdo Foundation hanno individuato come obiettivi da sottoporre ai vari interlocutori politici e scientifici da porsi subito per porre un freno a questa epidemia. Tra questi, Cucinotta ha elencato «promuovere comportamenti di vita salutari, crescere in un ambiente salubre, attuare iniziative di prevenzione nelle popolazioni maggiormente a rischio previa una loro individuazione, implementare interventi sulla diagnosi precoce del diabete, favorire i finanziamenti per la ricerca e fare in modo che nell'impegno politico delle agenzie regolatorie, del ministero, delle Asl e delle Regioni l'obesità e il diabete siano ai vertici dell'agenda».

Tratto da: Doctor33, Arturo Zenorini, 06 aprile 2017


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