Da farmaco per il trattamento del diabete di tipo 2 a terapia per il tumore della prostata. Potrebbe essere il caso della metformina le cui proprietà antitumorali sono state individuate da uno studio presentato al congresso dell’European Association for the Study of Diabetes in corso a Lisbona da un gruppo di giovani ricercatori della Società Italiana di Diabetologia (Sid) grazie ad un grant della Società.
Sebastiano Messineo e colleghi, in collaborazione con l’istituto Imibic di Cordoba (Spagna), hanno individuato un biomarcatore di aggressività del tumore della prostata, la visfatina, i cui livelli aumentano in condizioni di ridotta presenza di ossigeno e si riducono con la metformina.
In condizioni di “ipossia”, ovvero di mancanza di ossigeno, viene stimolata l’espressione di una serie di geni che facilitano la progressione del tumore. Uno di questi è quello che codifica per l’HIF1 (Hypoxia-inducible factor 1) un fattore che a sua volta induce l’espressione di altri geni, quali quello della visfatina, prodotta dal tessuto adiposo, che gioca un ruolo importante nel promuovere la proliferazione dei tumori.
Lo studio ha evidenziato che la metformina riduce i livelli di HIF1 a livello delle cellule e quelli di visfatina sia nelle cellule tumorali che nel sangue dei pazienti affetti da tumore della prostata.
«La nostra ricerca – spiega Antonio Brunetti, che ha coordinato lo studio – individua un nuovo meccanismo molecolare attraverso il quale la metformina può svolgere la sua azione anti-proliferativa in pazienti con cancro della prostata, un tumore relativamente frequente nei pazienti con diabete mellito di tipo 2 e altre condizioni di insulino-resistenza. Infatti, inibendo l’asse HIF1/visfatina, la metformina agirebbe ostacolando il metabolismo della cellula tumorale. Sono necessari ulteriori studi per valutare se un simile meccanismo può essere operativo in altri tumori più frequentemente associati alla malattia diabetica».
I risultati di questa ricerca potrebbero avere importanti ricadute cliniche. «La visfatina - commenta Giorgio Sesti, presidente della Sid – sembra essere un sensibile biomarcatore non invasivo per il monitoraggio dell’aggressività del cancro della prostata e la metformina un utile trattamento di questa forma neoplastica. Sono particolarmente lieto che tali ricerche possano essere presentate in un importante congresso internazionale da un giovane ricercatore sostenuto dalla Sid».
Tratto da: Healthdesk 22 settembre 2017