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Liraglutide, primo Glp-1Ra approvato dall'Ema per la prevenzione dei Mace

Data di pubblicazione: 20/10/2017

L'impatto delle malattie cardiovascolari (Mcv) sul diabete in Italia sono state l'argomento di un recente incontro a Roma. Due numeri offrono con immediatezza la gravità della situazione: 60 decessi e 7,4 milioni di euro di costo per il sistema sanitario nazionale (Ssn) ogni giorno. Le Mcv - principalmente cardiopatia ischemica e ictus - rappresentano una delle principali cause di morbilità e mortalità fra le persone con diabete, aumentando di 2 volte il rischio di morte e di 4 quello di infarto o ictus in chi soffre di questa malattia. «Secondo le evidenze scientifiche» afferma Antonio Nicolucci, direttore del Center for outcomes research and clinical epidemiology (Coresearch) di Pescara, che a Roma ha presentato i dati di un rapporto specificamente focalizzato sul “peso socioeconomico delle malattie Cv nel diabete di tipo 2 (Dm2)” «l'iperglicemia è responsabile di una morte su 5 per cardiopatia ischemica e di una su 8 per ictus».

Secondo i dati dello studio italiano multicentrico “Riace” (Renal insufficiency and cardiovascular events) la prevalenza delle Mcv nel diabete, ossia il numero di persone con diabete che vanno incontro nella loro vita ad almeno un evento cardiovascolare (Cv) - considerando infarto, ictus, rivascolarizzazione coronarica/carotidea/periferica - è del 23,2%: in pratica una su 4. «Parliamo di quasi 750 mila persone in Italia, delle quali oltre 350 mila hanno avuto un infarto e più di 100 mila un ictus» aggiunge Nicolucci. «Sono poco meno di 15 mila le morti di persone con diabete imputabili a cardiopatia ischemica e rispettivamente 7 mila e 500 quelle per malattie cerebrovascolari ogni anno in Italia: pari rispettivamente a 40 e 20 decessi ogni giorno» prosegue. Questi infarti e ictus, così come altre problematiche, quali le procedure di rivascolarizzazione coronariche o carotidee - continua Nicolucci - costituiscono la maggiore componente dei costi diretti e indiretti del diabete, per una cifra globale stimabile in circa 7,4 milioni di euro al giorno, legati ai ricoveri ospedalieri (4,8 milioni di euro) e ai farmaci (2,6 milioni di euro). «Complessivamente, parliamo di circa 2,7 miliardi di euro l'anno, pari a quasi un terzo di tutta la spesa sanitaria legata al diabete» rileva Nicolucci. Di recente però la ricerca farmacologica ha sviluppato molecole antidiabete in grado di prevenire gli eventi Cv. Tra queste liraglutide, agonista del recettore del Glp-1 (Glucagon-like peptide-1) o Glp-1Ra. Questo farmaco ha da poco ottenuto dall'Agenzia europea del farmaco (Ema) l'aggiornamento della scheda tecnica in termini di prevenzione degli eventi Cv maggiori (Mace), come evidenziato dal trial “Leader”, studio internazionale, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo. «Lo studio Leader ha valutato gli effetti a lungo termine di liraglutide rispetto a placebo in 9.340 persone con Dm2, ad alto rischio di eventi Cv per un periodo compreso da 3,5 a 5 anni, dimostrando, nelle persone con Dm2, di ridurre del 22% il rischio di morte per cause Cv e del 15% la mortalità per tutte le cause» riporta Agostino Consoli, docente di Endocrinologia all'Università degli Studi “G. D'Annunzio” di Chieti-Pescara e 'principal investigator' dello studio Leader. «Si tratta di un risultato particolarmente importante» commenta Consoli «poiché evidenzia come liraglutide agisca non solo sull'effetto di riduzione della glicemia, come atteso da parte di un farmaco antidiabete, ma contribuisca a prevenire le complicanze Cv e la mortalità nel Dm2, considerando che stiamo parlando della principale causa di morte in queste persone».

«Senza dimenticare, ricorda infine Consoli, che liraglutide ha anche un significativo impatto sulla perdita di peso: un dato non indifferente dato che molto spesso diabete, sovrappeso e obesità coesistono, sostenendosi a vicenda. Eppure - è emerso nell'incontro di Roma - sono ancora molte le persone ignare del fatto che le malattie Cv rappresentino la più comune causa di morte in coloro che hanno il Dm2. Per questo, in occasione della giornata internazionale del cuore che si è celebrata lo scorso 29 settembre, Novo Nordisk e l'Idf (International diabetes federation) hanno dato il via alla prima indagine internazionale mai realizzata sulla conoscenza delle Mcv tra le persone con Dm2. L'obiettivo è che i risultati possano contribuire ad attuare specifici programmi, azioni e campagne informative per migliorare la consapevolezza e quindi la salute di queste persone».

N Engl J Med, 2016;375(4):311-22.

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27295427  

Tratto da: Doctor33, 20 ottobre 2017


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