Cuore e reni sono strettamente legati
Come noto, i reni svolgono una funzione filtrante importantissima che consente di eliminare dal sangue – attraverso le urine – sostanze di scarto o inutili o addirittura tossiche e preservano l’equilibrio idrosalino nel nostro corpo. “Gli studi ci dicono che esiste una grande associazione tra danno renale e danno cardiaco, sia nelle forme acute che croniche. I fattori di rischio che spesso generano l’evoluzione del danno renale e del danno cardiaco sono sostanzialmente gli stessi – sottolinea il prof. Gaetano La Manna, Direttore dell’Unità Operativa di Nefrologia, Dialisi e Trapianto, Policlinico di Sant’Orsola – con una caratteristica importante: la scarsa percezione da parte del paziente della gravità del danno renale in quanto spesso decorre in modo asintomatico. Questo fenomeno è responsabile di una grande quantità di danno cardiaco, ovvero incide tantissimo sulla prognosi. La presenza o assenza di Malattia Renale Cronica nel paziente con diabete o con ipertensione o cardiopatico rappresenta un fattore di rischio di mortalità importantissimo che in genere raddoppia o triplica. Per questo è fondamentale la diagnosi precoce. A questo proposito, è bene ricordare che lo specialista nefrologo ha a disposizione dei marcatori estremamente raffinati – come la proteinuria, come la microalbuminuria che sono degli indici che possono anticipare il danno cardio-vascolare, che rappresentano quindi degli utili campanelli d’allarme, direttamente collegati con il danno cardio-vascolare. Quindi il nefrologo, è lo specialista che può intercettare precocemente non solo la malattia renale ma anche la patologia cardiaca.
Molti degli interventi utili a preservare la funzione renale così da prevenire la Malattia Renale Cronica (MRC), sono allo stesso tempo utili a sostenere la salute del nostro cuore, tra questi:
La correzione poi di molte alterazioni ematochimiche tipiche della Malattia Renale Cronica (anemia, alterazioni elettrolitiche e dell’equilibrio acido base, alterazioni del metabolismo minerale, glicidico e lipidico) giovano anche al cuore.
In attesa della rimborsabilità delle glifozine
A migliorare il benessere dei pazienti con malattia renale e interessamento cardiologico, inoltre, l’arrivo dei farmaci SGLT2 inibitori o glifozine , per i quali ci si aspetta la rimborsabilità a breve termine. Sono farmaci che vanno tassativamente prescritti con ricetta medica dallo specialista e non utilizzati di propria iniziativa.
Le glifozine rappresentano una possibilità terapeutica che – come è stato dimostrato in diversi studi clinici – riduce in modo drastico il numero degli eventi cardiovascolari e renali, fino al 40% in meno. A livello terapeutico sono molteplici i vantaggi del loro utilizzo, tra i quali:
A cura degli Specialisti Nefrologi della SIN, Società Italiana di Nefrologia
Tratto da: diabete.com, 10 ottobre 2022