La Fluorangiografia Retinica (FAG), o angiografia con fluoresceina, permette di diagnosticare le patologie vascolari dell’occhio e in particolare quelle che riguardano la retina, fra cui la retinopatia diabetica, la degenerazione senile della macula, le occlusioni vascolari.
Esame indolore e di veloce esecuzione, si effettua attraverso una semplice fotografia, senza contatto con l’occhio. Si tratta di un’indagine sempre più frequente anche considerato l’innalzamento dell’età media e la sempre maggiore diffusione di patologie come il diabete.
Ma in cosa consiste? Che tipo di preparazione si deve seguire prima di sottoporsi a questo esame? Lo abbiamo chiesto al dottor Claudio Savaresi, responsabile dell’Unità di oculistica del Policlinico San Marco di Bergamo e oculista di Palazzo della Salute – Wellness Clinic di Milano.
Che cos'è la retina
La retina è una membrana trasparente che si trova all’interno del bulbo oculare e ha il compito di trasformare i segnali luminosi provenienti dall’esterno in immagini. Nel dettaglio è formata da 2 zone:
Che cos’è la fluorangiografia
La fluorangiografia retinica è una tecnica di diagnostica per immagini che permette di visualizzare e fotografare in modo dettagliato, grazie all’utilizzo di un particolare colorante, i vasi sanguigni del fondo oculare ed evidenziare eventuali patologie circolatorie a carico della retina, tra cui le più frequenti sono:
Come si svolge l’esame
“La prima fase dell’esame prevede la:
Il mezzo di contrasto, iniettato in una vena del braccio, entra immediatamente nel circolo venoso per diffondendosi in pochi secondi nell’organismo raggiungendo così anche i vasi sanguigni dell’occhio - spiega il dottor Savaresi -.
Subito dopo, viene effettuato l’esame vero e proprio con uno strumento denominato fluorangiografo che illumina il fondo dell’occhio con una luce di lunghezza d’onda idonea, come quella blu, in grado di stimolare il mezzo di contrasto a emettere fluorescenza. Il sistema ottico dello strumento rileva la fluorescenza emessa dai vasi sanguigni e ricostruisce, grazie a un programma computerizzato, un’immagine digitalizzata precisa e dettagliata dei vasi analizzati e del flusso del sangue al loro interno”.
L’esecuzione dell’esame richiede meno di mezz’ora e non può prescindere dall’utilizzo del mezzo di contrasto.
A cosa serve la fluorangiografia
Sulla base delle immagini digitalizzate dei vasi sanguigni della retina ottenute con la fluorangiografia retinica, lo specialista oculista è in grado di:
Gli esami preliminari da effettuare
Prima di sottoporsi alla fluorangiografia, al fine di eseguirla nella più totale sicurezza, è necessario sottoporsi ad alcuni esami, soprattutto in pazienti con patologie già note (cardiopatia, insufficienza renale, ecc.) o con dichiarate allergie a farmaci e/o alimenti. Nel dettaglio gli esami richiesti sono:
In caso il paziente risulti allergico a farmaci, è utile eseguire una profilassi cosiddetta desensibilizzante che prevede l’assunzione di:
Effetti collaterali e rischi
L’angiografia con fluoresceina è un esame minimamente invasivo e solitamente non comporta effetti collaterali importanti. Tra gli effetti collaterali più comuni ci sono:
Le reazioni allergiche alla fluoresceina sono molto rare e possono manifestarsi come:
Queste reazioni vengono solitamente trattate con un antistaminico o un cortisonico orale o iniettabile, a seconda della severità dei sintomi. Le reazioni allergiche sono eventi rari, ma non devono essere mai sottovalutate.
Le precauzioni dopo l’esame
Dopo l’esame si può avere ipersensibilità alla luce a causa della dilatazione delle pupille, per questo è consigliabile indossare degli occhiali scuri da sole. Poiché la dilatazione delle pupille può determinare anche un offuscamento della visione, è bene che il paziente venga accompagnato.
Tratto da: Gruppo San Donato, 01 febbraio 2023