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Colesterolo, c’è un nuovo valore del sangue che ‘segnala’ chi è più a rischio infarto e ictus

Data di pubblicazione: 09/07/2026

Uno studio rivela che un test ematico, l’apoB, sarà più efficace per definire chi ha bisogno di terapie

Avete presente il colesterolo LDL, quello “cattivo”? In base ai valori, e considerando il rischio cardiovascolare globale (gli obiettivi da raggiungere sono diversi in base ai pericoli effettivi di nuovi infarti ed ictus), il medico indica come controllare la situazione. ma ora, forse, questo parametro potrebbe essere ancora migliorato nella sua capacità predittiva. Almeno se occorre disegnare percorsi di cura specifici per ogni persona.

Un altro esame del sangue, la misurazione dell’apolipoproteina B o apoB, potrebbe infatti rivelarsi più efficace della valutazione del colesterolo cattivo per indicare quanto e come accentuare il percorso della terapia per abbassare il colesterolo cattivo, che rimane il carburante che accende la placca e mette a rischio di ischemia. A dirlo è una ricerca condotta dagli esperti dell’Università Northwestern coordinati da Ciaran Kohli-Lynch, pubblicata su JAMA. "Abbiamo scoperto che il test dell'apoB per intensificare la terapia ipocolesterolemizzante preverrebbe un numero maggiore di infarti e ictus rispetto alla pratica attuale, e che questi benefici per la salute sono ottenuti a un costo che rappresenta un buon rapporto qualità-prezzo per i sistemi sanitari statunitensi", commenta l’esperta.

Cosa valuta l’apoB

A differenza dei test standard del colesterolo, l'apoB misura il numero di particelle che trasportano colesterolo e possono contribuire all'accumulo di placche. Secondo gli studiosi questo la rende un indicatore più diretto del rischio cardiovascolare. Lo studio si basa su una simulazione informatica sulla situazione di 250.000 americani senza patologie cardiovascolari candidabili a terapia con statine. Sono stati considerati per guidare il trattamento due diversi valori di colesterolo LDL (Sotto i 100 e i 118 milligrammi per decilitro) e le apoB (inferiori a 78,7 milligrammi decilitro. Se i pazienti non raggiungevano l’obiettivo si aumentava la potenza del trattamento. I ricercatori hanno seguito ciascuna strategia per tutta la vita, stimando infarti, ictus, aspettativa di vita, qualità della vita e costi sanitari.

I risultati hanno dimostrato che l'utilizzo dell'apoB come guida al trattamento ha costantemente ottenuto risultati migliori rispetto agli approcci basati su LDL e colesterolo non HDL. Ha migliorato gli esiti generali in termini di salute, ha prevenuto un maggior numero di eventi cardiovascolari e lo ha fatto in un modo che i ricercatori hanno ritenuto economicamente vantaggioso.

L’ECG “su misura” in farmacia

In attesa che queste osservazioni si traducano nella pratica clinica, per tutti appare sempre più importante sottoporsi a test di salute del cuore, come Elettrocardiogramma, valutazione Holter di cuore e pressione ed altri. in questo senso la farmacia diventa sempre più un punto di riferimento. Ed ora c’è anche un "bollino di qualità" della Società Italiana di Cardiologia (SIC) per i cardiologi che refertano gli esami di telemedicina eseguiti nelle farmacie di comunità. L'iniziativa nasce nell'ambito del protocollo di sperimentazione avviato tra la SIC e Medea, provider di servizi diagnostici, con l'obiettivo di definire requisiti tecnologici e metodologici condivisi per la refertazione specialistica di elettrocardiogramma (ECG), Holter cardiaco e Holter pressorio, a beneficio dei cittadini che accedono ai servizi di telemedicina in farmacia.

La sperimentazione coinvolgerà oltre 2.800 farmacie di comunità distribuite su tutto il territorio nazionale. Le Linee operative per la telemedicina predisposte dalla SIC anche con la collaborazione della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), potranno supportare i farmacisti nell'erogazione dei servizi. L'obiettivo è assicurare standard elevati e omogenei di qualità e sicurezza delle prestazioni, rafforzando la prevenzione e il monitoraggio della salute cardiovascolare grazie alla prossimità del farmacista e a una collaborazione sempre più stretta tra farmacisti e cardiologi.

Collaborazione tra esperti

“Il protocollo d’intesa segna l’avvio di una proficua collaborazione con i farmacisti, volta a garantire ai pazienti la migliore assistenza possibile. Fare squadra è quanto mai importante per costruire un servizio sanitario più efficiente e vicino ai reali bisogni delle persone - commenta Gianfranco Sinagra, presidente SIC e direttore della Scuola di specializzazione e della Struttura Complessa di Cardiologia dell’Università di Trieste –“. “Grazie alla telemedicina, il farmacista rende la prevenzione cardiovascolare sempre più accessibile, offrendo ai cittadini maggiori opportunità di monitoraggio e di tutela della salute – segnala Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI) -. La sinergia con la Società Italiana di Cardiologia si inserisce nell'impegno della Federazione volto a garantire, attraverso la definizione di standard condivisi e la collaborazione tra professionisti, i più elevati livelli di qualità e sicurezza dei servizi erogati ai cittadini".

Tratto da: La Repubblica Salute, Federico Mereta, 09 luglio 2026


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