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Diabete 2, con nuovi ipoglicemizzanti controllo glicemico invariato

Data di pubblicazione: 21/10/2016

Nonostante negli ultimi 8 anni siano stati commercializzati molti nuovi farmaci ipoglicemizzanti per i pazienti con diabete di tipo 2, il controllo glicemico non è migliorato e il tasso di ipoglicemie gravi resta sostanzialmente invariato. Ecco, in sintesi, quanto conclude uno studio pubblicato su Diabetes Care, prima firmataria Kasia Joanna Lipska, endocrinologa presso la Yale School of Medicine. Per esaminare le ultime tendenze nell'uso degli ipoglicemizzanti, nel controllo glicemico e nel tasso di ipoglicemie gravi tra i pazienti con diabete di tipo 2, i ricercatori hanno utilizzato i dati di 1,66 milioni di assicurati privatamente o di assistiti da Medicare tra il 2006 e il 2013. «Abbiamo stimato la percentuale di pazienti, suddivisi per genere ed età, che ha utilizzato ciascun farmaco antidiabetico, il grado di compenso raggiunto secondo il dosaggio dell'emoglobina glicata (HbA1c) e il tasso di grave ipoglicemia tra chi utilizzava gli antidiabetici» scrivono gli autori, spiegando che le percentuali sono state calcolate in generale e stratificate per fasce d'età considerando il numero di comorbilità croniche. Dai risultati emerge che dal 2006 al 2013 è aumentato l'uso di metformina (da 47,6% a 53,5%), degli inibitori DPP-4 (da 0,5% a 14,9%), e dell'insulina (da 17,1% a 23,0%), a fronte di una diminuzione delle prescrizioni di sulfoniluree (da 38,8% a 30,8%) e tiazolidinedioni (da 28,5 a 5,6%; P <0,001).

«La percentuale di pazienti con HbA1c inferiore al 7% è diminuita, mentre sono aumentate le persone con HbA1c uguale o superiore a 9%» riprende l'endocrinologa, sottolineando che Il controllo glicemico varia a seconda dell'età ed è particolarmente scarso tra diabetici più giovani. Viceversa, il tasso globale di ipoglicemia grave è rimasto essenzialmente il medesimo, con una lieve riduzione tra i più anziani ma rimanendo elevato nei soggetti con due o più comorbilità. «I nostri risultati suggeriscono che nonostante la grande quantità di antidiabetici attualmente disponibili sul mercato, il controllo glicometabolico e il tasso di ipoglicemie gravi a livello di popolazione non migliorano. E questo ci sembra un po' deludente, dal momento che i farmaci più recenti costano di più e in genere non causano ipoglicemia» conclude Lipska.

Diabetes Care. 2016. doi: 10.2337/dc16-0985

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27659408  

Tratto da: Doctornews, 21 ottobre 20116


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