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LixiLan: glargine e lixisenatide in formulazione precostituita nel paziente con diabete tipo 2

Data di pubblicazione: 20/01/2017

I primi trials randomizzati sull’impiego in associazione di insulina basale e analoghi del GLP1 producono dati promettenti sui benefici glicemici e sul peso corporeo, con minimi effetti collaterali. Di recente il LixiLan-L, un trial multicentrico randomizzato in doppio cieco, ha indagato efficacia e sicurezza di LixiLan, l’associazione precostituita titolabile, di insulina glargine (iGlar) e lixisenatide (Lixi) rispetto a iGlar in pazienti con diabete mellito tipo 2 (DM2), non adeguatamente compensati con insulina basale, con o senza altri farmaci ipoglicemizzanti orali. Sono stati arruolati 736 pazienti (età media 60 anni, sovrappeso/obesi, durata media del diabete 12 anni, terapia insulinica basale da almeno 3 anni) e sottoposti a terapia con iGlar, sospendendo gli antidiabetici orali eccetto la metformina, e titolando iGlar per un periodo di 6 settimane. Quindi i pazienti con HbA1c 7-10% sono stati assegnati al trattamento con iGlarLixi (formulazione precostituita: penna A, 2U Glar:1µg Lixi, penna B, 3U Glar:1 µg Lixi) o iGlar, in monosomministrazione giornaliera per 30 settimane. Al termine del trattamento, l’endpoint primario, rappresentato dal cambiamento dell’HbA1c, è stato raggiunto nel gruppo iGlarLixi, con un valore medio finale di HbA1c pari a 6.9% rispetto a 7.5% del gruppo iGlar (-1.1% vs -0.6% rispetto al valore basale di 8.1%, p < 0.0001). Nel gruppo iGlarLixi è stata registrata una perdita di peso di -0.7 Kg, mentre nel gruppo iGlar un incremento di +0.7 Kg; l’incidenza di ipoglicemie è stata sovrapponibile in entrambi i gruppi. Gli effetti collaterali gastrointestinali sono stati pochi, ma superiori nel gruppo iGlarLixi, seppure mitigati dalla graduale somministrazione di lixisenatide relata alla titolazione di iGlar. In conclusione, la formulazione precostituita e titolabile iGlarLixi si è dimostrata semplice e maneggevole in pazienti con DM2, sovrappeso/obesi, e con lunga durata della malattia, non ben compensati con la terapia insulinica; questa potrebbe rappresentare una valida alternativa per ottimizzare il compenso glicemico, ottenendo un lieve calo ponderale e senza significativi effetti avversi.

Fonte: Diabetes Care. 2016 Nov;39(11):1972-1980. Epub 2016 Sep 20. Aroda VR.

Tratto da: Cardiolink, 20 gennaio 2017


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